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La trasparenza segno di civiltà e professionalità

Scritto da Rivista Tir   17 giugno 2016

“La messa in esercizio del portale dell’Albo degli Autotrasportatori rappresenta un traguardo e, al tempo stesso, un punto di partenza in favore di una maggiore professionalizzazione del settore. La possibilità che il sistema garantisce sia alle imprese che vogliano verificare la propria posizione, sia ai committenti nella scelta di un vettore affidabile, rappresenta infatti un grande passo in avanti nel comparto dell’autotrasporto”.
Simona Vicari, sottosegretario ai Trasporti con delega anche all’autotrasporto, parla con Tir del nuovo portale dell’Albo degli Autotrasportatori – attivo dallo scorso mese all’indirizzo www.alboautotrasporto.it –, di tutte le novità e dei servizi ad esso connessi per facilitare un maggior dialogo fra imprese e istituzioni.
“La regolarità dell’esercizio della professione, intesa come rispetto delle regole poste a garanzia della sicurezza sociale e stradale e come tutela di un mondo imprenditoriale sano, costituisce una delle mission del Ministero. In tale quadro, il ruolo del portale dell’Albo degli Autotrasportatori, in virtù delle previsioni della Legge di stabilità 2014, è assolutamente centrale e funge da volano per un incremento della qualità dei servizi di trasporto e per aumentare la competitività delle imprese e del sistema Paese. Uno strumento, insomma, costruito per quantificare le imprese regolari e qualificare il lavoro degli operatori del comparto. Attraverso vari protocolli, alcuni dei quali già attivati (ad esempio con Camere di Commercio ed Inps) e altri già sottoscritti e di prossima attivazione (ad esempio quello con Unilav, finalizzato all’incrocio dei dati tra il numero degli autisti e i veicoli posseduti dalle imprese), si è voluto costruire un mezzo mediante il quale le imprese possano essere indotte al rispetto delle regole e, attraverso il sistema di informatizzazione delle procedure, ottenere più velocemente i benefici di legge, come ad esempio il rimborso dei pedaggi autostradali. Questo impegno dell’Amministrazione è volto, nello specifico, anche a una maggiore interoperabilità tra i vari soggetti del mondo del trasporto e tra questi e le stesse Istituzioni. Mi piace pensare che così il mondo dell’autotrasporto dialoghi con i propri referenti in maniera più collaborativa. La trasparenza è un segno di assoluta civiltà”.

La trasparenza è un tema centrale dell’azione di Governo…
Io che sono stata amministratore di un Comune so bene quanto sia importante questo tema, a partire dalla gestione di una semplice città. Quando ero al ministero dello Sviluppo Economico ed è scoppiato il caso di Mafia Capitale, infatti, è uscito fuori il problema delle cooperative che operavano senza trasparenza e che non erano schedate in alcun modo. Nel 2015 abbiamo reso trasparente tutto il mondo delle cooperative, grazie a un sistema simile a questo dell’Albo degli Autotrasportatori. Dall’altro lato, poi, sono così tante le norme nel nostro Paese che spesso è capitato che qualche azienda non sapesse neanche in cosa fosse inadempiente. In questo modo, invece, la nuova piattaforma dell’Albo permette di far conoscere alle imprese la propria posizione e, allo stesso tempo, consente a chi deve affidare un carico di merci di sapere se quell’azienda è in regola o no, se è affidabile o meno. Infine, fa sì che noi Istituzioni possiamo controllare meglio le posizioni delle aziende anche ai fini della partecipazione agli incentivi messi in campo quest’anno, come il Ferrobonus, Marebonus o quelli sulle spese non documentate. Per gli utenti finali, infine, è un modo per offrire servizi più competitivi e, nello stesso tempo, per far rimanere a casa qualche millantatore – a volte capita – che scredita tutto il settore.

Oltre alla delega all’autotrasporto, lei ha un’altra delega piuttosto importante. Di che si tratta?
Il ministro Delrio ha ritenuto di darmi una delega molto complessa che è quella della Piattaforma Logistica Nazionale, che interloquisce moltissimo con la delega all’autotrasporto: questo sarà un punto di arrivo di massima eccellenza di un sistema efficiente e capace di dialogare con le sue varie parti. Della Piattaforma Logistica Nazionale si parla da tanto, ma so anche che c’è dello scetticismo in proposito. Posso garantire però che anche su questo stiamo lavorando tanto per rendere il sistema efficiente, per permettere alle merci di entrare e uscire dal nostro Paese con una velocità concorrenziale ad altri Paesi stranieri, per tracciare le merci pericolose o contraffatte, per avere delle corsie doganali particolari. La società prevalentemente pubblica che gestisce questi progetti, Uirnet, è la stessa società che ha messo in piedi la piattaforma logistica per i Paesi che sono venuti all’Expo. Proseguendo su questa linea, il mio impegno è di lavorare con convinzione per vincere lo scetticismo e offrire nuovo slancio e vigore anche al mondo degli interporti e al sistema portuale.

Il MIT è concentrato anche sulla sostenibilità, grazie a una serie di interventi a favore delle imprese di autotrasporto che hanno come comune denominatore la tutela ambientale. Quali sono i prossimi passi in questo senso?
Oltre agli investimenti per Marebonus e Ferrobonus, in generale, sulla sostenibilità quest’anno abbiamo dato maggior impulso agli investimenti per il trasporto ecologico e, quindi, anche ai mezzi pesanti più ecologici. Inoltre, stiamo studiando come è avvenuto l’ingresso delle merci nei centri storici in Emilia Romagna: grazie a una rete di collaborazione fra varie sigle e associazioni che, sotto la regia della Regione, hanno messo in piedi un sistema molto ecologico che può contribuire a creare anche servizi più light rispetto all’invadenza che si riscontra oggi in alcuni luoghi. Un’esigenza legata anche alla diffusione dell’e-commerce che richiede che i prodotti arrivino in luoghi prima impensabili. Oltre a questo, per le grandi misure, ci sono i corridoi del ferro o le autostrade del mare; uno strumento importantissimo.

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