Intermodalità / Porti

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Approvata la riforma dei porti

Scritto da Rivista Tir   18 febbraio 2016

Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione: questi i tre punti del piano approvato lo scorso 21 gennaio dal Consiglio dei ministri per il rinnovamento del sistema logistico e portuale italiano. Il prossimo passo sarà il parere delle Commissioni parlamentari competenti. Più noto come Piano strategico nazionale della Portualità e della Logistica (PSNPL), il decreto è parte della più ampia riforma della pubblica amministrazione – la cosiddetta “riforma Madia” – e rappresenta l’attuazione della Legge 124 del 7 agosto scorso che prevedeva appunto, fra gli altri provvedimenti, proprio la riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali, come stabilito nel pacchetto di norme Sblocca Italia del settembre 2014 e, prima ancora, dalla Legge 84 del 28 gennaio 1994.

Cosa cambia con la riforma?
In primo luogo cambia il numero delle autorità portuali. Da 24 si passa a 15 “Autorità di sistema portuale” che avranno sede nei porti considerati centrali rispetto al sistema nazionale ed europeo; a queste faranno riferimento 54 realtà portuali italiane di rilevanza regionale (con la possibilità che le Regioni chiedano di aggiungere altri scali agli attuali 54).
Le 15 “Autorità di sistema portuale” avranno un ruolo di coordinamento nella propria area, contrastando quella tendenza a un certo individualismo che ha caratterizzato finora l’azione delle varie autorità, e avranno la funzione di raccordo con le amministrazioni pubbliche (in particolare con il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dove verrà istituito il Tavolo nazionale di coordinamento delle “Autorità di sistema portuale”) attraendo e dislocando gli investimenti (nazionali e comunitari) sui diversi scali.
Sempre allo scopo di semplificare e velocizzare le procedure di transito di merci e di passeggeri verranno introdotti lo “Sportello unico amministrativo” e lo “Sportello unico doganale e dei controlli”: il primo si occuperà di tutte le questioni amministrative e autorizzative che non riguardano le attività commerciali e industriali, il secondo lavorerà sotto il coordinamento dell’Agenzia delle Dogane.
Non meno importante il capitolo relativo alla semplificazione della governance. Sempre nell’ottica di una riorganizzazione amministrativa, l’Autorità portuale di sistema sarà gestita da presidente, comitato di gestione, segretario generale, collegio dei revisori dei conti. I Comitati portuali, infine, saranno composti, a livello nazionale, da 70 membri al posto degli attuali 336.

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