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#BRENNEROMERCI: cosa succede al valico con l’Austria

Scritto da Rivista Tir   15 aprile 2016

Il flusso di migranti sta mettendo a dura prova i Paesi dell’Unione Europea e Radio 24 segue da tempo con attenzione l’evolversi della situazione con i suoi inviati, attraverso inchieste-reportage, servizi e aggiornamenti sulle frontiere più calde dell’Unione Europea; quelle frontiere e quelle coste – come Lesbo in questi giorni - su cui si arenano ancora migliaia di disperati per raggiungere lo spazio unico dei 28 paesi d’Europa.
Il Brennero, pur essendo “in casa nostra”, è uno dei punti nevralgici di questo momento; la sua chiusura avrà inevitabili ripercussioni sull’economia.
Per monitorare l’evolversi della situazione, Radio 24, in collaborazione con Rivista TIR, la rivista dell'Albo dell'Autotrasporto (Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti) ha deciso di lanciare l’hashtag #BrenneroMerci per raccogliere le testimonianze, i commenti e le segnalazioni sulla situazione del traffico merci al Brennero.

Nell’hashtag #BrenneroMerci confluiranno in un’unica voce tutte le testimonianze, i commenti, e le segnalazioni di chi percorre  o fa percorrere il Brennero per trasportare o far trasportare merci.  La redazione di Radio 24 le raccoglierà e le rilancerà per tenere informati gli ascoltatori attraverso le due trasmissioni dedicate al mondo dei trasporti: Container,in onda ogni sabato alle 13.15, e #Autotrasporti, ogni lunedì alle 13.45.

Il Brennero è un crocevia fondamentale per il collegamento logistico con il nord Europa; dal Brennero transitano 6000 veicoli al giorno per 42 mln tonnellate di merci ogni anno, di cui il 70% su gomma. I controlli rigidi previsti dall’Austria ai propri valichi e che verranno applicati anche al trasporto industriale porteranno rallentamenti nel flusso delle merci e ripercussioni su tutta la filiera produttiva e distributiva, oltre a costi per le imprese di autotrasporto che peseranno sul consumatore finale. Un veicolo industriale fermo costa infatti a un’azienda circa 60 euro l’ora: ciò significa che un ritardo di sole 2 ore comporterebbe un aumento medio dei noli del 10%.

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