
Accordo Ue sul clima: più flessibilità e rinvio degli ETS2 al 2028
Europa
L’accordo Ue sul clima c’è e punta a una maggiore flessibilità.
Il Consiglio e i rappresentanti del Parlamento europeo hanno trovato l’intesa sulla modifica della legge europea sul clima (manca ora solo l'approvazione formale e l'adozione da parte di entrambe le istituzioni), introducendo un obiettivo climatico intermedio vincolante per il 2040 di riduzione del 90% delle emissioni nette di gas serra rispetto al 1990.
Si tratta di una conferma di quanto già avvenuto nelle scorse settimane, prima con il voto del Consiglio Ambiente Ue (qui il nostro precedente articolo) e poi con quello dell’Europarlamento (leggi qui).
L’iter è considerato un passaggio cruciale verso l’obiettivo 2050 di neutralità climatica.
La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, lo ha definito “un piano pragmatico e flessibile per rendere la transizione pulita più competitiva”.
Il commissario per il Clima, l'azzeramento delle emissioni nette e la crescita pulita, Wopke Hoekstra, ha sottolineato che “è un accordo è pragmatico e ambizioso, offrendo velocità, prevedibilità e flessibilità. Soprattutto, dimostra che il clima, la competitività e l'indipendenza vanno di pari passo e inviano un messaggio forte ai nostri partner globali”.
In tema di flessibilità, uno dei punti chiave per il settore del trasporto stradale è il rinvio di un anno - quindi al 2028 – dell'entrata in vigore del sistema di scambio di emissioni ETS 2.
Oltre allo slittamento degli ETS2, ci sono altri elementi chiave.
Come già anticipato, la legge prevede la possibilità di utilizzare crediti internazionali di alta qualità per fornire un "contributo adeguato" al conseguimento dell'obiettivo per il 2040, a partire dal 2036. Tale importo può raggiungere il 5% delle emissioni nette di gas a effetto serra europee, corrispondente a una riduzione interna delle emissioni nette di gas a effetto serra dell'85% rispetto al 1990.
Si chiarisce poi l’utilizzo di assorbimenti permanenti nazionali nel sistema ETS per compensare le emissioni residue difficili da abbattere. E si introduce, inoltre, maggiore flessibilità tra i settori e gli strumenti per contribuire a raggiungere gli obiettivi: ciò potrebbe offrire agli Stati membri la possibilità di compensare le carenze in un settore senza compromettere i progressi complessivi.
Di Redazione Tir | 10 Dicembre 2025