Apre al traffico l’A33 Asti-Cuneo: completata l’ultima tratta

Apre al traffico l’A33 Asti-Cuneo: completata l’ultima tratta

Italia

Dal 30 dicembre 2025, l'autostrada A33 Asti-Cuneo diventa interamente percorribile, segnando la conclusione di un progetto che si sviluppa lungo un tracciato di circa 90 chilometri, concepito per connettere l'autostrada A21 Torino-Piacenza-Brescia con lo snodo della A6 Torino-Savona. Oggi, con l’inaugurazione dell’ultima tratta, viene colmata una lacuna nei trasporti locali che per oltre tre decenni ha condizionato la mobilità, la logistica e, di conseguenza, la competitività del territorio. 

Il tassello conclusivo dell’opera è rappresentato dal completamento dell'ultimo lotto, relativo al segmento che unisce il nodo di Alba Ovest a quello di Cherasco, finalizzando l’autostrada Asti-Cuneo tra Marene (A6) e Asti Est (A21). Quest'ultima porzione, considerata la più impegnativa sia per le sfide costruttive che per i necessari iter burocratici, ha richiesto un investimento di circa 220 milioni di euro. Per rispettare la tabella di marcia e consegnare l'opera in soli quindici mesi, nel dettaglio, è stato necessario il coordinamento di circa 400 professionisti, con il coinvolgimento di 15 aziende e 130 fornitori.

In questo primo periodo di esercizio, il transito tra gli svincoli di Alba Ovest e Cherasco non comporterà costi per gli utenti, in attesa che l'opera raggiunga la sua piena efficienza funzionale, prevista per il mese di aprile 2026. Si precisa, tuttavia, che prima di Cherasco la circolazione avverrà su una sola carreggiata in entrambe le direzioni. 

L’ultimazione dell’autostrada A33 è un un risultato importante "non solo per il Piemonte, ma per la credibilità del Paese" secondo le dichiarazioni del viceministro Edoardo Rixi, il quale ha sottolineato come la chiusura di questa "ferita infrastrutturale" territoriale permetta al sistema cuneese di dialogare in modo diretto con i porti della liguria e con i grandi corridoi europei, con effetti diretti su competitività, logistica, turismo e occupazione. “È la fine dell’isolamento della Granda. Con investimenti complessivi che sfiorano i 36 miliardi di euro e con nodi strategici come il Terzo Valico e la Torino–Lione che entrano nella fase decisiva, il Piemonte è al centro di una strategia infrastrutturale nazionale fortemente voluta e coordinata dal ministro Matteo Salvini”, ha evidenziato al margine dell’inaugurazione della tratta autostradale. 

Oltre ai vantaggi economici, l'apertura dell'intera tratta risponde anche a una precisa visione di salvaguardia del territorio, con l’obiettivo di armonizzare lo sviluppo infrastrutturale con la sostenibilità ambientale, deviando il traffico pesante e di lunga percorrenza fuori dalle arterie secondarie e dai piccoli centri storici. Un approccio che permette di ridurre l'inquinamento e migliorare la vivibilità dei paesi, un concetto che l'amministrazione intende applicare anche ad altri progetti locali, come la variante di Demonte per il valico della Maddalena.

L’inaugurazione della Asti-Cuneo si colloca inoltre in un contesto di rinnovato interesse per il quadrante del Nord-Ovest, considerato il motore per il rilancio dei trasporti e della logistica nazionali. In merito, il viceministro Rixi ha ricordato, oltre all'Asti-Cuneo, gli interventi fatti per ripristinare la circolazione ferroviaria con la Francia attraverso il Frejus, per aprire il secondo tunnel autostradale del Frejus in coordinamento con i francesi e per aprire il Tenda bis. Il Governo italiano guarda ora con determinazione anche alla risoluzione delle criticità con la Francia, puntando al raddoppio del tunnel del Monte Bianco, opera ritenuta "non più accettabile nel 2026". "Nel momento in cui i francesi ci daranno il via libera, noi siamo pronti a realizzare la seconda canna”, ha precisato il viceministro Rixi.

Di Redazione Tir | 29 Dicembre 2025

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