
Autostrade: l’Art approva l’aggiornamento dei sistemi tariffari dei pedaggi
Italia
Anno nuovo, nuove regole per il sistema dei pedaggi autostradali per le concessioni autostradali in essere e per le nuove concessioni. L’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) ha infatti dato il via libera a una riforma strutturale, approvata con le delibere 240 e 241, concepita per introdurre una gestione che metta al centro maggiore trasparenza, controllo e sostenibilità lungo la rete, garantendo al contempo il contenimento dei costi per l’utenza.
Si tratta, come ha sottolineato il presidente dell’Art Nicola Zaccheo, di “un cambio di paradigma fondamentale che tiene conto di un contesto radicalmente mutato”; un contesto che, ha di fatto, reso “necessario intervenire in tutti gli ambiti del trasporto, ultimando il lavoro sul settore autostradale.”
L'aggiornamento normativo matura, infatti, in un contesto delicato, segnato da fluttuazioni economiche, rincari energetici e nuove necessità stringenti in termini di manutenzione e sicurezza delle reti, che richiedono una sorveglianza più stretta sulla gestione delle concessioni. Alla luce di questo scenario, l’Autorità ha introdotto strumenti operativi capaci di rendere l’intero apparato tariffario molto più semplice da interpretare e da monitorare per tutti i soggetti coinvolti.
Il cambiamento più rilevante risiede nell'applicazione del modello “pay per use”: le tariffe potranno subire variazioni solo a fronte di opere infrastrutturali già portate a termine e concretamente disponibili per l'utenza. Si supera così la precedente logica che permetteva di finanziare, tramite i pedaggi, anche investimenti futuri o solo pianificati. Per assicurare che questi principi non restino solo sulla carta, sono stati introdotti strumenti di monitoraggio specifici, come gli indicatori di prestazione (KPI), che misureranno in modo oggettivo la qualità e l’efficienza dei gestori.
La riforma impone, inoltre, criteri contabili standardizzati e una remunerazione del capitale ancorata a valori di mercato reali attraverso benchmark nazionali e internazionali, evitando rendite eccessive per i concessionari. Con specifico riferimento alle concessioni, si stabilisce un modello unificato di pianificazione economico-finanziaria (pef), con l’obiettivo di uniformare un sistema che nel Paese controlla oltre sei mila km di strade a pedaggio.
Il nuovo piano non tralascia nemmeno la gestione dei rischi e le previsioni sul traffico, al fine di evitare che errori di stima finiscano per pesare sulle tasche di chi viaggia quotidianamente.
Per quanto riguarda le tempistiche, specifica Zaccheo, le regole diventeranno lo standard a partire dall'inizio del 2026 per tutte le concessioni senza pef mentre per quelle con piani già attivi o in corso di approvazione è previsto un periodo di transizione, che porterà all'allineamento totale entro un quinquennio. Tuttavia, alcuni aspetti tecnici, come la determinazione del costo del capitale, avranno un’applicazione immediata per evitare discriminazioni tra gli operatori.
Di Redazione Tir | 22 Dicembre 2025