Unatras: fermo dell’autotrasporto dal 25 al 29 maggio. Le posizioni di Anita e Assotir

Unatras: fermo dell’autotrasporto dal 25 al 29 maggio. Le posizioni di Anita e Assotir

Italia

Aggiornamento del 20 aprile

Cinque giorni di fermo nazionale, da lunedì 25 maggio a venerdì 29 maggio. Sono queste le date che Unatras ha comunicato alla Commissione di Garanzia per lo sciopero nei servizi pubblici essenziali, a seguito della decisione presa venerdì scorso durante il Comitato esecutivo nazionale del coordinamento. Il fermo sarà quindi attuato ben oltre i 25 giorni di preavviso previsti dalle regole sugli scioperi, nella speranza che nel frattempo il Governo adotti misure compensative concrete contro l’aumento insostenibile del costo del carburante. “L’autotrasporto è un’infrastruttura essenziale per il Paese e per la tenuta dell’economia nazionale: è necessario aprire un confronto serio con chi opera nel rispetto delle regole”, afferma il coordinamento unitario, che rappresenta oltre il 90% delle imprese di autotrasporto.

Nella nota Unatras ha anche voluto esprimere il proprio cordoglio per la morte dell’autotrasportatore investito sull’autostrada A1, nel Casertano (qui il nostro articolo) sottolineando che il fermo durante il quale è avvenuta la tragedia non ha niente a che fare con Unatras e che è stato proclamato unilateralmente, ignorando l’invito della Commissione di Garanzia sugli scioperi a revocare l’iniziativa per la mancanza di preavviso. Anche Assotir ha contestato le modalità con cui è stato proclamato il fermo così come ha contestato alcune modalità violente con cui a volte avvengono queste manifestazioni.

Aggiornamento del 18 aprile
Il Consiglio generale di Anita, in seguito a una riunione straordinaria, ha ribadito la necessità che vengano apportati correttivi alle misure attuate dal Governo, a partire da iniziative volte a compensare gli effetti negativi sul gasolio commerciale derivanti dal taglio delle accise, istanze già presentate all'Esecutivo e al Parlamento. 
In una nota, l’associazione chiarisce infatti che il taglio delle accise non ha portato benefici economici, ma solo confusioni interpretative e si è rivelato del tutto inefficace per le imprese virtuose. 

“Restituire alle imprese quanto hanno perso dal taglio è un atto dovuto da parte del Governo, un atto di giustizia”, ha spiegato il presidente Riccardo Morelli, aggiungendo che la misura finisce per danneggiare le imprese con il parco veicolare più moderno e sostenibile, che beneficiano da diversi anni del rimborso delle accise secondo le regole europee.
“Il recupero del rimborso ai valori precrisi è indispensabile anche per la dovuta chiarezza e trasparenza nei confronti della committenza – ha aggiunto – affinché il taglio non venga interpretato dai clienti come un vantaggio per l’autotrasporto - cosa del tutto non corretta - e consenta alle parti di applicare la clausola del fuel surcharge senza condizionamenti esterni".
Alla luce di questo, si chiede all'Esecutivo un confronto urgente con le rappresentanze della categoria per mettere a terra le misure e relative coperture.

Aggiornamento 17 aprile ore 20:00
Dopo la proclamazione del fermo da parte di Unatras, Assotir ha ribadito la sua posizione sulla situazione e ha chiesto di intervenire sulle fragilità strutturali del settore, a iniziare dall’intermediazione e dalla precarietà del comparto. 

La presidente nazionale Anna Vita Manigrasso ha sottolineato che se la soluzione della crisi dipende esclusivamente dalla fine della guerra, è necessario “cercare le strade più idonee per renderla gestibile”. Come prima cosa ha affermato che: “Il carico dei maggiori costi dovuti al gasolio non può essere assorbito dal solo autotrasporto. Di una parte può – e, deve – farsene carico lo Stato. Ma un’altra, assai più consistente, deve essere assorbita dal mercato, cioè, da nostri committenti”.

17 aprile
Unatras ha proclamato il blocco dei servizi di trasporto su strada. Una decisione presa durante una riunione molto partecipata al termine della quale il Comitato esecutivo nazionale del coordinamento ha dato mandato al Comitato di Presidenza di stabilire date e modalità del suo svolgimento, nel rispetto delle norme di legge. Questo significa che per le regole sugli scioperi, che impongono un preavviso di 25 giorni, lo sciopero potrebbe partire solo nella seconda metà di maggio.

A chiedere il fermo dell’autotrasporto erano state le riunioni territoriali, consultate per raccogliere le preoccupazioni della categoria; la richiesta emersa dal comparto, sia dalle imprese strutturate che da quelle di medie e piccole dimensioni, era stata univoca: sospendere i servizi per richiamare l’attenzione su una situazione definita ormai insostenibile.

Le imprese denunciano infatti il forte aumento del costo del gasolio, stabilmente oltre i 2 euro al litro, e la mancanza di attenzione da parte del Governo che ha introdotto misure giudicate insufficienti.

"Questa è l’unica ed inevitabile decisione possibile, attesa dalla categoria, di fronte al silenzio assordante del Governo in questa fase drammatica a causa degli alti costi dei carburanti, che stanno di fatto determinando l’impossibilità di proseguire l’attività di trasporto merci per migliaia di imprese italiane - si legge in una nota di Unatras -. I provvedimenti assunti finora dall’Esecutivo si sono rivelati insufficienti a coprire la portata del fenomeno e, per paradosso, hanno finito per danneggiare l’autotrasporto professionale che, non solo garantisce la continuità del trasporto delle merci, ma ha investito in ottica di sostenibilità ambientale e sicurezza stradale.
È inconcepibile che le organizzazioni di rappresentanza aderenti ad Unatras, le quali hanno sempre tenuto un profilo di responsabilità verso le Istituzioni e il Paese nonostante le ripetute grida d’allarme, non siano neanche state convocate dal Governo per avviare un confronto di merito sulla gravissima situazione che vive il settore".

Le associazioni avevano chiesto con urgenza l’emanazione del decreto attuativo del credito d'imposta di 100 milioni; interventi a sostegno della liquidità delle imprese quale la sospensione dei versamenti contributivi e fiscali; l’attuazione dei provvedimenti normativi, il rafforzamento degli strumenti contrattuali e l’immediata compensazione dei rimborsi accise; l’adozione di un quadro di aiuti temporaneo a livello europeo.

Anche Trasportounito ha confermato il fermo di cinque giorni, a partire dalle ore 24 di domenica e fino al 24 aprile. “L’aumento nel costo dei carburanti – afferma Maurizio Longo, segretario generale di Trasportounito – ha fatto deflagrare una crisi di una gravità senza precedenti; e ciò accade nella totale latitanza delle istituzioni e del ministero competente”.

Di Lucia Angeloni | 20 Aprile 2026

Potrebbe interessarti anche