Carenza autisti: l’IRU guida studio Ue per esplorare le possibilità di accesso da Paesi terzi

Analizzare il quadro normativo dell’Ue e dei suoi Stati membri al fine di individuare le possibilità per l’accesso alla professione dei conducenti provenienti da Paesi terzi.

Questo lo scopo dello studio “Bus and truck drivers from third countries” che la Commissione europea ha deciso di affidare all’IRU.

La ricerca esaminerà infatti, nei prossimi dieci mesi, il quadro giuridico e amministrativo dell’Ue, dei diversi Stati membri e di 20 Paesi terzi per identificare le condizioni – come i visti, i permessi di lavoro e le qualifiche professionali – richieste dagli Stati membri per consentire ai conducenti professionali di Paesi terzi di lavorare per aziende con sede nell’UE.

Inoltre, la ricerca si concentrerà anche su come semplificare la formazione dei candidati autisti dei Paesi terzi, fornendo una panoramica completa delle certificazioni che gli autisti professionali di questi Paesi hanno già ottenuto in patria.

La carenza di autisti in Europa sta diventando sempre più preoccupante. Secondo l’ultimo rapporto IRU mancano complessivamente, nell’Ue, in Norvegia e nel Regno Unito oltre 230mila autisti e, secondo le previsioni, il numero crescerà a 745.000 entro il 2028 per effetto dei conducenti che andranno in pensione.