
Caro energia e caro carburante: l’allarme delle associazioni
Italia
Il nuovo aumento dei prezzi dell'energia e dei carburanti riaccende le preoccupazioni delle associazioni, che chiedono al Governo interventi urgenti per contenere i costi a carico delle imprese e scongiurare effetti a catena sull'intera economia.
Secondo Confcommercio, le tensioni internazionali e l'aumento dei consumi dovuto alle elevate temperature stanno facendo impennare i costi energetici. Se gli attuali livelli di prezzo dovessero consolidarsi, la spesa per l'energia delle imprese del terziario aumenterebbe nei prossimi mesi di circa il 22% rispetto alla media del primo semestre dell'anno, con un aggravio superiore a 150 milioni di euro al mese. L'associazione sottolinea inoltre come resti elevato il divario tra il prezzo dell'elettricità e quello del gas, chiedendo un intervento per disaccoppiare i due mercati e rendere più competitivo il sistema produttivo.
A pesare è anche il rincaro dei carburanti, in particolare del gasolio, che gravano direttamente sull'autotrasporto e, di riflesso, sull'intera filiera della distribuzione. Il settore continua, infatti, a dipendere quasi esclusivamente dai carburanti tradizionali: nel 2025 in Italia sono stati consumati circa 23 milioni di tonnellate di gasolio e 8,9 milioni di tonnellate di benzina per autotrazione.
Per questo Confcommercio sollecita misure per garantire gli approvvigionamenti energetici ed evitare fenomeni speculativi che rischiano di far tornare i prezzi ai picchi registrati nei mesi scorsi.
Preoccupata anche Fai Conftrasporto. “I listini di benzina e diesel tornano a livelli record, ma l'esecutivo frena su aiuti al settore per mancanza di fondi lasciando però intendere che si potrebbe intervenire sull’accisa mobile – commenta il presidente Paolo Uggè –. Questa misura penalizzerebbe in maniera decisiva il nostro settore e andrebbe ad annullare quanto stanziato per il comparto a seguito della recente vertenza con il governo. La riattivazione della Consulta Generale per l’autotrasporto deve servire anche a questo: individuare soluzioni efficaci che non penalizzino il settore dell’autotrasporto. Chiediamo di essere coinvolti immediatamente nella predisposizione di misure per il contenimento del caro carburante”.
L'allarme arriva anche dalla Cna, che stima in oltre 4,5 miliardi di euro il maggiore esborso sostenuto da famiglie e imprese italiane tra marzo e luglio per l'acquisto di benzina e gasolio rispetto ai prezzi di febbraio, prima dell'acuirsi della crisi in Medio Oriente. Solo nei primi 24 giorni di luglio il caro carburanti sarebbe costato circa 850 milioni di euro in più, con oltre l'80% dell'aggravio attribuibile al gasolio.
Un aumento che colpisce direttamente l'autotrasporto, la distribuzione delle merci e numerose attività artigiane, con inevitabili ripercussioni sui costi lungo tutta la filiera. Per questo la Cna chiede misure temporanee di sostegno a favore dei comparti maggiormente esposti alla mobilità e al trasporto.
Di Lucia Angeloni | 24 Luglio 2026