Conftrasporto: le politiche sulla decarbonizzazione penalizzano il settore

Conftrasporto: le politiche sulla decarbonizzazione penalizzano il settore

Italia

“Le politiche europee sulla decarbonizzazione, così come sono strutturate, non funzionano. Si tramutano esclusivamente in una tassa sulle imprese, non garantiscono maggiore sostenibilità ambientale e non porteranno uno spostamento modale”. È netto il giudizio espresso da Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, durante il 10° Forum di Conftrasporto-Confcommercio, appuntamento di riferimento per il settore del trasporto e della logistica, che si è svolto il 22 ottobre a Roma. Durante il Forum sono stati infatti presentanti i numeri, i rischi e gli impatti delle politiche adottate dall’Ue elaborati dall’Osservatorio Freight Insights, del Most e della Fondazione Centro Studi Economia della Logistica e delle Infrastrutture (CSELI), in particolare il sistema ETS ed ETS2.

Lo studio ha messo in evidenza come l’ETS, ovvero il pagamento per le emissioni nocive prodotte, si traduce non solo in un extra-costo per le imprese ma anche in una perdita di competitività dei porti europei a vantaggio di quelli nord africani. Il sistema ETS, infatti, si applica solo in caso di servizi che coinvolgono un porto europeo, escludendo gli scali del lato africano del Mediterraneo.

Tanto per fare un esempio, con una transhipment extra-Ue si risparmia circa 50 euro per container da 40 piedi. Questo significa che una nave da 10mila container registra 500mila euro di risparmio per ogni viaggio che non entra in Europa.

Per le linee del Far East si calcolano invece extracosti di circa 75 euro per container da 40 piedi, sia per il Mediterraneo che per Northern Range mentre per i porti serviti via feeder, lo studio calcola ulteriori extracosti di 30 euro per container da 40 piedi.

Quando poi, nel 2027, entrerà in vigore anche l’ETS2 per il trasporto stradale, si avrà un aumento per tutti gli utilizzatori del prezzo del gasolio. Le stime parlano di circa 30 centesimi a litro, con un aumento di prezzo di circa il 20%. Questo significa che per le imprese di autotrasporto verrà annullato il rimborso parziale dell’accisa.

“Sono almeno 30 anni che in Italia parliamo dell’importanza dello shift modale e facciamo sforzi e investimenti per spostare il traffico dalla strada al mare – ha sottolineato Russo – e adesso rischiamo di vanificare i tutto. Prendiamo ad esempio la tratta Ro-Ro Ravenna Catania: attualmente l’extra-costo è di 43 euro per unità di carico rispetto al tutto strada. Dal 2027, quando ETS ed ETS2 saranno in vigore a pieno regime, il costo sarà di 143 euro per il trasporto marittimo e 82 euro per quello stradale. Ci sarà quindi un’inversione dello shift modale con una nuova scelta verso la strada”.

Per questo, nel corso del Forum, è stato chiesto al Governo di intervenire per ridurre l’impatto dell’ETS, garantendo che i proventi generati dal trasporto marittimo vengano interamente investiti per politiche di settore; intervenendo per evitare che ci siano porti del Mediterraneo che seguono regole diverse o ancora escludendo tutti i collegamenti con le isole, non solo le minori, dal campo di applicazione dell’ETS.

Durante la giornata è stata poi richiamata l’attenzione sul tema della permeabilità delle Alpi e, in generale, dei colli di bottiglia che limitano l’accessibilità territoriale dell’Italia. Altra importante questione quella della carenza di autisti, di cui ormai il settore soffre in maniera cronica: per Conftrasporto è importante intervenire semplificando il corso per ottenere la CQC e rendendo possibile la formazione di autisti extra Ue nel loro Paese, pur mantenendo l’esame per l’abilitazione.

Un tema subito raccolto dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini. “Entro fine mandato conto di mettere in mano, non solo ai liceali, un esame più moderno, efficace che non sia una ruota della fortuna. Mi impegno a rivedere tutti gli esami per ogni genere di guida", ha detto.

Il Ministro ha poi ribadito che continuerà a combattere in Europa contro il Green Deal e che nel prossimo consiglio dei ministri dei Trasporti, che si terrà il 4 dicembre, continuerà a sostenere la sua tesi, ovvero che il Green Deal debba essere cancellato.

Di Redazione Tir | 22 Ottobre 2025

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