Decreto Energia, il Governo interviene anche sui costi degli ETS

Decreto Energia, il Governo interviene anche sui costi degli ETS

Italia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un Decreto Legge, il cosiddetto Decreto Energia, che punta ad abbassare il costo dell’energia, in favore sia delle famiglie sia delle imprese, con un beneficio di 5 miliardi.

Il Decreto affronta anche il tema dei costi dei diritti ETS, che, come ha spiegato il presidente del Consiglio Giorgia Meloni, oggi contribuisce a tenere alti i prezzi.

“Gli ETS sono una ‘tassa’ di fatto, voluta dall’Europa e che grava sulle modalità più inquinanti di produzione di energia, come quelle di origine fossile – ha detto la premier -. Il problema è che oggi si tiene conto anche degli ETS per determinare il prezzo di tutte le forme di energia, anche di quelle rinnovabili, che questa tassa non la pagano. Noi vogliamo scorporare il costo degli ETS dalla determinazione del prezzo delle energie rinnovabili, come ad esempio l’idroelettrico o il solare, per abbassare i costi”.

La misura è tuttavia sottoposta all’autorizzazione dell’Union europea. “La norma è coerente con l’impegno che stiamo portando avanti in Europa – ha aggiunto Meloni - anche insieme ad altre Nazioni, per rilanciare la competitività delle nostre imprese” (qui il nostro precedente articolo).

Il Decreto prevede anche la riduzione del costo di produzione dell’energia elettrica da parte degli impianti termoelettrici tramite un rimborso degli oneri di trasporto del gas utilizzato per la generazione elettrica; il rafforzamento della concorrenza sui mercati elettrici (REMIT) per limitare eventuali comportamenti speculativi e la riduzione degli oneri generali degli impianti rinnovabili alimentati da bioliquidi, biomasse e biogas.

Per quanto riguarda le imprese, il Decreto stabilisce un contributo sulla bolletta elettrica di 431 milioni per il 2026, 500 milioni per il 2027 e 68 milioni per il 2028; un beneficio che si traduce in uno sconto pari a 3,4 euro/MWh per il 2026, 4 euro/MWh per il 2027 e 0,54 euro/MWh per il 2028. Le risorse derivano da un incremento di due punti percentuali dell’aliquota Irap applicata alle imprese di alcuni comparti del settore energetico.

Il provvedimento riconosce anche un contributo sulla bolletta elettrica di 850 milioni per le imprese, corrispondente a 6,8 euro al MWh.

“Il complesso di queste norme produrrà un taglio concreto sulle bollette di luce e gas di tutte le aziende”, ha sottolineato la presidente del Consiglio che ha anche fatto qualche esempio concreto. Un artigiano o un piccolo ristoratore avrà una riduzione media di oltre 500 euro l’anno sulla bolletta elettrica e di 200 su quella del gas. Per le piccole e medie imprese di maggiori dimensioni il beneficio stimato cresce fino a circa 9 mila euro l’anno per l’elettricità e 10 mila euro per il gas. Arriviamo poi alle imprese più grandi, come sono ad esempio le gasivore, che potranno arrivare ad un taglio di oltre 220 mila euro l’anno sul gas.

"Il decreto energia approvato dal Governo va positivamente incontro a una necessità del sistema economico, strutturalmente in difficoltà per i costi energetici e di bolletta che impattano pesantemente su tutto il mondo delle imprese, a cominciare da quelle medio-piccole", ha dichiarato il presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, Pasquale Russo, che ha voluto però sottolineare che il contenimento dei costi non deve essere perseguito a scapito del percorso di

decarbonizzazione dei trasporti. “Auspichiamo, pertanto, che non vi sia la riduzione degli stanziamenti dello stato di previsione del Mase per promuovere il trasporto a basse emissioni, lo sviluppo del trasporto ferroviario e i servizi e le tecnologie per autobus ambientalmente sostenibili", ha concluso il presidente Russo.

Di Redazione Tir | 19 Febbraio 2026

Potrebbe interessarti anche