
Direttiva pesi e dimensioni: i nodi da sciogliere
Europa
Dalla Direttiva sui pesi e le dimensioni dei tir al pacchetto sulla mobilità militare agli ETS marittimi, il Consiglio Trasporti del 4 dicembre ha posto l’attenzione su alcuni dei dossier su cui sta lavorando l’Ue.
In particolare, la riunione dei ministri dei 27 Stati membri ha adottato due posizioni su due provvedimenti da tempo discussi, quello sulla revisione delle regole sulle dimensioni dei tir autorizzati a circolare sul territorio europeo e il pacchetto sui controlli tecnici “Roadworthiness” (vedi qui il nostro articolo).
Temi su cui, come da prassi, si sono svolte sessioni di confronto.
In particolare, sulla revisione della direttiva su pesi e dimensioni, aprendo i lavori, il Commissario ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha sollevato alcune perplessità su uno specifico punto e cioè sul fatto che il testo (successivamente approvato, ndr) non offra una adeguata garanzia per i veicoli che utilizzando le batterie avranno delle capacità inferiori rispetto a furgoni e camion che non sono a zero emissioni.
Tzitzikostas ha detto che per ampliare il parco di veicoli a emissione zero c’è bisogno che siano competitivi sul lungo termine.
“Giudichiamo positivamente le garanzie aggiuntive e la maggiore chiarezza per l'uso equo e sicuro di determinati veicoli ad alta capacità, compresi i sistemi modulari europei tra Stati membri, che consentono la circolazione nel traffico nazionale, a condizione che tali requisiti rimangano proporzionati e non discriminatori. Allo stesso tempo, nutriamo serie preoccupazioni riguardo a diversi emendamenti che rischiano di compromettere gli obiettivi della proposta: ulteriori tolleranze su peso, carreggiata, asse e lunghezza sono infatti essenziali per incentivare gli operatori a investire in veicoli a emissioni zero”, ha precisato il commissario europeo.
Sulle preoccupazioni di alcuni Stati membri relative al fatto che un maggiore peso possa avere effetti deleteri sulle infrastrutture, Tzitzikostas ha ricordato poi che il pacchetto sulla mobilità militare (qui il nostro articolo) interviene anche su questo.
Da parte sua anche il Ministro Matteo Salvini ha evidenziato alcune perplessità sul testo, annunciando la bocciatura da parte del nostro Paese.
“Non siamo soddisfatti per le modifiche introdotte durante il negoziato per due criticità. Se l'obiettivo è quello di favorire l'uso di camion elettrici questo non può avvenire chiedendo all'autotrasporto di rinunciare a parte del carico e quindi a parte del proprio guadagno”, ha detto.
“La sostenibilità ambientale deve sempre essere accompagnata dalla sostenibilità economica e sociale; quindi, è fondamentale non ricommettere gli errori del passato”, ha aggiunto, riferendosi alle attuali politiche sulla decarbonizzazione del trasporto pesante,
Ha poi concluso spiegando il secondo punto critico relativo alle eventuali fragilità delle infrastrutture.
“Prima di parlare di super tir su strade, ponti e infrastrutture in alcuni casi vecchie di 50 o 60 anni bisogna essere molto molto cauti”, ha spiegato.
Il voto su pesi e dimensioni è stato giudicato positivamente, invece, da Iru che in una nota ha accolto con favore l'approccio generale equilibrato del Consiglio, ma allo stesso tempo ha evidenziato l’esigenza che il Parlamento migliori l’impianto.
Come elemento positivo, l’Unione Internazionale del Trasporto su strada ritiene che l'approccio generale fornisca segnali chiari verso l'armonizzazione delle regole per la logistica dei veicoli e per i trasporti di carichi indivisibili o eccezionali, insieme agli sforzi per semplificare e digitalizzare le procedure.
Il direttore di Iru Eu Advocacy, Raluca Marian, ha ricordato che “l’industria del trasporto su strada ha atteso a lungo la posizione negoziale del Consiglio”.
"Speriamo che i negoziatori del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione possano raggiungere un forte accordo che non solo incoraggi l'uso di veicoli a emissioni zero, ma consenta l'uso di veicoli di maggiore capacità su una scala più ampia rispetto a oggi", ha aggiunto.
Da parte sua Acea, associazione europea dei costruttori di automobili avverte che la posizione adottata non è all'altezza di quanto necessario per accelerare la decarbonizzazione del settore dei trasporti.
Pur ammettendo che il tema è complesso anche dal punto di vista tecnico, i produttori di veicoli commerciali di Acea puntano sulla necessità di attuare le condizioni per una transizione del trasporto su strada pesante verso veicoli a emissioni zero.
Per raggiungere i target Ue di decarbonizzazione, le soluzioni a emissioni zero – evidenzia Acea - devono diventare una scelta assolutamente competitiva per gli operatori dei trasporti. Per questo si chiedono miglioramenti mirati nei prossimi negoziati del Trilogo con il Parlamento europeo: adeguate quote di peso per le configurazioni di veicoli più comuni, tra cui trattori-semirimorchi 4×2 e un modesto aumento dei limiti di peso degli assi per consentire il carico utile e la parità operativa con i veicoli convenzionali.
Di Redazione Tir | 05 Dicembre 2025