Economia circolare: l’Ue esenta i sistemi di fissaggio dei pallet dall’obbligo totale di riuso

Economia circolare: l’Ue esenta i sistemi di fissaggio dei pallet dall’obbligo totale di riuso

Sostenibilità

Quando si parla di sostenibilità ambientale nel trasporto merci, l’attenzione non può limitarsi soltanto ai veicoli o alle emissioni. È necessario invece prendere in considerazione tutti gli elementi che fanno parte della filiera logistica, compresi gli imballaggi e i pallet.

In particolare, questi ultimi due elementi - fondamentali per le merci - sono soggetti a norme chiare sull’economia circolare, come il Regolamento Ue sugli imballaggi - Packaging and Packaging Waste Regulation – che stabilisce prescrizioni anche sui bancali utilizzati nei magazzini e nell’autotrasporto. 

A questo proposito, la Commissione europea ha deciso che gli avvolgimenti e le cinghie utilizzate per fissare le merci sui pallet durante il trasporto non dovranno rispettare l'obbligo di riutilizzo al 100% previsto dal regolamento.

L'esenzione garantisce, però, che gli operatori rispettino l'altro obiettivo generale di riutilizzabilità del 40% previsto dal PPWR senza dover affrontare oneri eccessivi legati a componenti specifiche degli imballaggi, allineando gli obiettivi di sostenibilità con le attuali realtà tecnologiche e finanziarie. La soglia del 40% è la minima prevista dal Regolamento a partire dal 1° gennaio 2030 che gli operatori economici dell'Ue dovranno garantire per gli imballaggi per il trasporto e la vendita.

Si tratta di una decisione che mira a promuovere un'economia circolare che tenga conto al tempo stesso della sua fattibilità operativa e che è frutto di uno studio realizzato dalla Commissione su questo tema.

L’analisi ha valutato la possibilità di concedere un'esenzione concludendo che l'uso esclusivo di avvolgimenti e reggette riutilizzabili per le operazioni di trasporto, quando utilizzati all'interno della stessa azienda o tra aziende collegate o partner, o per consegne all'interno dello stesso Stato membro, potrebbe comportare costi di adattamento sproporzionati. 

Di Antonella Vicini | 25 Febbraio 2026

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