
Emissioni mezzi pesanti: i produttori chiedono di rinviare di tre anni i target UE di CO₂ fissati per il 2030
Europa
In occasione della fiera IAA Transportation di Hannover, i sette principali costruttori europei di veicoli industriali e autobus hanno fatto appello all'Unione europea affinché rinvii di tre anni gli obiettivi sulle emissioni fissati per il 2030. La richiesta nasce dalla carenza delle condizioni abilitanti necessarie per consentire la diffusione capillare delle alternative a zero emissioni.
Ricordiamo che le attuali normative europee stabiliscono una riduzione di CO2 dei nuovi mezzi pesanti del 43% nel 2030, rispetto ai livelli del 2025, del 64% nel 2035 e del 90% nel 2040 (qui il link al nostro precedente articolo). Negli anni, gli investimenti compiuti dall’industria hanno reso disponibile una gamma completa di veicoli a impatto zero; ciononostante, il quadro strutturale necessario - in particolare, la rete infrastrutturale e gli elevati costi energetici - risulta tuttora inadeguato affinché gli operatori di autotrasporto possano integrarli su larga scala.
Gli ultimi dati dell'Associazione europea dei produttori di automobili (ACEA) illustrano le criticità del settore: i camion a zero emissioni rappresentano solo il 2,4% delle nuove immatricolazioni complessive in Europa. Guardando ai singolo Paesi, il quadro appare, inoltre, molto frammentato: mentre in Germania la quota raggiunge il 4,3% e in Francia il 2,4%, in mercati come Italia, Spagna e Polonia la penetrazione resta al di sotto dell'1%.
Mancano all'incirca 45 mesi all'entrata in vigore delle scadenze del 2030 e il divario tra il tasso reale di adozione dei veicoli e le prescrizioni normative resta, quindi, ancora ampio. Per garantire la diffusione dei nuovi mezzi e rendere sostenibile la transizione, è necessario attivare l’intero ecosistema abilitante, in particolare: punti di ricarica capillari, una rete elettrica adeguata, costi dell'energia contenuti, pedaggi calcolati in base alle emissioni e un quadro normativo coerente e favorevole.
Di Carolina D’Elia | 14 Settembre 2026