
Inail: il report 2020-2024 sui trasporti e la logistica
Italia
Il settore della logistica e dei trasporti, per le caratteristiche dei lavori svolti, è fra quelli più attenzionati dall’Inail.
L’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro ha presentato nei giorni scorsi un report su questo comparto, con rilevazioni che abbracciano il periodo 2020-2024: cinque anni durante i quali sono state presentate oltre 242mila denunce di infortunio nel settore Trasporti e magazzinaggio, con una crescita del 13,6%, sia per gli eventi in itinere (+45,4%) sia per quelli durante il lavoro (+8,8%).
Un settore che si colloca al terzo posto nella graduatoria per numero di denunce (circa il 12% dei casi).
Il 14,5% di questi infortuni ha interessato donne (20.760 casi nei cinque anni), una cifra da leggere anche in relazione alla quota minoritaria della rappresentanza femminile nel comparto.
Dal punto di vista geografico, quasi il 60% degli infortuni in occasione di lavoro avviene nel Nord Italia, in particolare in Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che sono anche le regioni più attive dal punto di vista produttivo e dei servizi correlati.
Quasi tre quarti dei lavoratori che subiscono un infortunio sul lavoro in questo settore sono italiani, mentre poco più di un quinto è composto da lavoratori extracomunitari, nati principalmente in Marocco, Albania, Moldavia e Pakistan.
Guardando all’età, gli infortunati più giovani, tra i 15 e i 29 anni, rappresentano poco meno del 10%; crescono invece quelli tra i 40 e i 54 anni, con il 40,6% dei casi (la fascia più colpita). Scende all’8%, invece, la percentuale di chi ha 60 anni o più.
Ma quali sono gli infortuni più frequenti?
Contusioni, lussazioni, distorsioni e distrazioni sono gli eventi più comuni, che colpiscono soprattutto la parte superiore del corpo. Solo il 12% degli infortuni coinvolge un mezzo di trasporto, poiché quasi la metà degli incidenti non mortali è legata alla movimentazione di carichi sotto sforzo fisico o alla perdita di controllo di attrezzature di movimentazione.
Per quanto riguarda invece le malattie professionali, nel settore nel quinquennio 2020-2024 sono state protocollate in media 3.000 denunce all’anno, con una crescita progressiva dai 2.138 casi del 2020 ai 3.993 del 2024.
Quasi due terzi riguardano i trasporti terrestri e oltre un terzo il magazzinaggio.
Nell’83% dei casi si tratta delle cosiddette tecnopatie di natura muscoloscheletrica, come dorsopatie o disturbi dei dischi intervertebrali ed ernie, causate da posture fisse e prolungate o da sforzi eccessivi.
Più di due casi su tre interessano lavoratori di età compresa tra i 50 e i 64 anni.
Di Redazione Tir | 11 Novembre 2025