Logistica italiana, un settore da 120 miliardi di fatturato: l’analisi di Cassa Depositi e Prestiti

Logistica italiana, un settore da 120 miliardi di fatturato: l’analisi di Cassa Depositi e Prestiti

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Il ruolo della logistica nell’economia italiana, le sue caratteristiche e le sue prospettive sono i temi al centro del documento di Cassa Depositi e Prestiti appena pubblicato.

L’analisi, realizzata dalla Direzione Strategie Settoriali e Impatto, punta l’attenzione su un settore da oltre 120 miliardi di euro di fatturato, 72 mila imprese e 720 mila addetti, esaminandone le principali sfide (digitalizzazione, ultimo miglio, sostenibilità) e le opportunità.

La filiera della logistica italiana è la terza più grande d’Europa per dimensione, dopo Germania e Francia.

Si stima che un milione di euro investito nella logistica generi 2,1 milioni di euro di produzione complessiva addizionale; una cifra che misura sia gli impatti diretti sia quelli indiretti: circa 1,1 milioni di euro di produzione sono riconducibili agli impatti diretti concentrati (trasporto terrestre, marittimo e aereo e attività di supporto) mentre circa 1 milione di euro è generata da impatti indiretti che si propagano lungo le filiere industriali e dei servizi, in settori strategici come la fabbricazione di mezzi di trasporto, macchinari e apparecchiature, la fornitura di energia e le costruzioni, in particolare quelle infrastrutturali. 

Il report fotografa un mondo contrassegnato da un forte dualismo dimensionale: accanto a grandi operatori integrati coesistono, infatti, moltissime micro e piccole imprese, spesso concentrate nel trasporto su gomma e con limitata capacità di innovazione.

La logistica italiana appare fortemente incentrata sul trasporto stradale che rappresenta l’88% dei volumi interni, mentre l’intermodalità fatica ancora a decollare per via di costi elevati e mancanza di collegamenti efficienti di penultimo e ultimo miglio.

Dinamiche di costo, pressioni competitive ed evoluzione della domanda verso una maggiore qualità hanno condotto negli ultimi anni a numerose operazioni di fusione e integrazione (se ne contano 250 negli ultimi dieci anni).

In questo scenario, i fattori che stanno ridefinendo il comparto sono transizione digitale e ricerca di un equilibrio tra sostenibilità economica e ambientale.

Altro elemento chiave, in questo senso, è la regionalizzazione degli scambi che apre nuove opportunità all’Italia e al Mezzogiorno. In questo quadro, le Zone Economiche Speciali e le Zone Logistiche Semplificate sono un elemento centrale per sostenere la crescita dimensionale delle imprese.

Di Antonella Vicini | 16 Febbraio 2026

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