
Mobilità militare: l’appello dell’IRU per integrare i trasporti civili nella difesa Ue
Europa
L'Unione internazionale dei trasporti (IRU) ha recentemente espresso sostegno al nuovo pacchetto sulla mobilità militare presentato dalla Commissione europea a novembre 2025, sollecitando, tuttavia, alcuni interventi mirati per integrare le capacità di trasporto civile su strada all'interno delle strategie di difesa dell'Unione.
Sebbene l’iniziativa di Bruxelles punti a coordinare meglio le operazioni transfrontaliere, allineando i diversi regolamenti nazionali e rendendo più agili i permessi per il transito di attrezzature militari, merci e personale (qui il link al nostro precedente articolo), gli operatori del settore ritengono che il percorso legislativo debba compiere un ulteriore passo in avanti.
Come sottolineato dalla direttrice dell’IRU presso l’UE Raluca Marian, per garantire una reale prontezza operativa serve un terreno giuridico molto più solido e meno frammentato. Il trasporto su strada - evidenzia l'IRU in una nota- rappresenta infatti l’unica modalità in grado di offrire quella capillarità e flessibilità necessarie per raggiungere ogni angolo dell'Unione, fornendo veicoli e conducenti esperti con minimo preavviso in caso di necessità. Tuttavia, chi agisce per conto della difesa si scontra oggi con un mosaico di regole amministrative che variano sensibilmente da un confine all’altro; una frammentazione che genera una profonda incertezza sulla distinzione tra i compiti e le responsabilità di ciascun attore coinvolto.
Proprio per questo, l’IRU preme affinché le aziende che collaborano con le autorità militari ricevano lo stesso trattamento burocratico delle forze armate, evitando che la complessità dei documenti diventi un freno invisibile alle operazioni di soccorso o dispiegamento.
La stabilità dell'Europa non si fonda infatti solo sulle risorse militari - ha puntualizzato Raluca Marian -, ma anche sulla solidità di una rete logistica civile pronta e reattiva, che richiede garanzie precise su aspetti delicati come la responsabilità civile, le coperture assicurative e il rispetto degli standard di sicurezza.
È quindi indispensabile che il Parlamento europeo e il Consiglio lavorino per la realizzazione di una cornice normativa che elimini le discrepanze tra i vari Stati membri, creando un sistema prevedibile e armonizzato che permetta agli autotrasportatori di operare in totale legalità, con l’obiettivo di trasformare la mobilità militare in una risorsa veramente integrata, funzionale alla sicurezza collettiva e capace di rispondere con prontezza alle sfide geopolitiche attuali.
Di Redazione Tir | 16 Febbraio 2026