
Pacchetto automotive: la Ue rivede obiettivi Co2 per i van e propone modifica anche per i pesanti
Europa / Sostenibilità
L’Unione europea corregge la rotta sulla decarbonizzazione dei trasporti.
Alla fine di un lungo dibattito durato quasi un anno, la Commissione ha presentato il pacchetto automotive per sostenere gli sforzi del settore nella transizione verso una mobilità pulita, inserendo alcuni ritocchi rispetto alle regole già approvate o a quelle già presentate.
Il pacchetto conferma una forte attenzione verso i veicoli a emissioni zero – anche grazie alla promozione dello sviluppo di una catena del valore delle batterie realizzate in Ue nell'ambito del Battery Booster - offrendo al tempo stesso all'industria una maggiore flessibilità nel raggiungimento degli obiettivi di CO2 fissati per auto e van.
Inoltre, impegna gli Stati membri e rispettare obiettivi di acquisti di veicoli a zero emissioni per le flotte aziendali (sono esclusi i tir) e propone una modifica mirata delle norme in materia di emissioni di CO2 per i veicoli pesanti.
Andiamo per gradi.
La proposta interviene, innanzitutto, sul phase out dei veicoli a motore endotermico al 2035 e presenta un riesame delle norme vigenti per autovetture e furgoni.
In base al regolamento Ue 2023/851, che disciplina gli standard di emissione di CO2 per autovetture e veicoli commerciali leggeri, a partire dal 1° gennaio 2035 è prevista la riduzione del 100% delle emissioni medie dei nuovi mezzi immatricolati, rendendo di fatto non più immatricolabili veicoli con emissioni allo scarico diverse da zero.
Ora invece si prevede che dalla stessa data le case automobilistiche dovranno rispettare un obiettivo di riduzione delle emissioni dallo scarico del 90%, mentre le restanti emissioni dovranno essere compensate mediante l'uso di acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto nell'Unione o da carburanti elettronici e biocarburanti. Si dà così spazio alla neutralità tecnologica.
Ciò consentirà infatti agli ibridi plug-in, agli ibridi leggeri e ai veicoli con motore a combustione interna di svolgere ancora un ruolo oltre il 2035, oltre naturalmente ai 100% elettrici e a idrogeno.
Inoltre, prima del 2035 i costruttori di automobili potranno beneficiare di super crediti per le piccole auto elettriche a prezzi accessibili prodotte nell'Unione europea.
È concessa anche un'ulteriore flessibilità per il segmento dei furgoni con una riduzione dell'obiettivo di CO2 per il 2030 dal 50% al 40%.
Per quel che riguarda i mezzi pesanti, ricordiamo che le norme in vigore prevedono una riduzione delle emissioni del 45% a partire dal 2030; del 65% a partire dal 2035; del 90% a partire dal 2040.
In questo caso, la Commissione propone una modifica mirata con una flessibilità che facilita il rispetto degli obiettivi per il 2030, consentendo ai costruttori di accumulare più crediti di emissione negli anni precedenti al 2030 rispetto al regolamento vigente. In questo modo i costruttori sarebbero in grado di generare crediti non appena le loro emissioni di CO2 saranno inferiori al loro obiettivo annuale fissato.
Altro punto del pacchetto è il Greening corporate fleets, l’iniziativa per rendere più green le flotte aziendali. Il punto di partenza è che attualmente ci sono quasi 290 milioni di veicoli sulle strade europee, di cui solo 6 milioni a emissioni zero. Le immatricolazioni di veicoli aziendali rappresentano, però, circa il 60% delle immatricolazioni europee.
La proposta è di fissare obiettivi obbligatori per gli Stati membri per sostenere la diffusione dei veicoli a zero e a basse emissioni da parte delle grandi aziende (la definizione di ‘grandi aziende’ è basata su quanto contenuto nella direttiva 2013/34).
A partire dal 2030, gli Stati membri dovranno garantire che una quota specifica di nuove auto e furgoni aziendali immatricolati nei loro territori sia a zero o basse emissioni. Per beneficiare di sostegno finanziario pubblico, il prerequisito è che i veicoli a zero o basse emissioni siano Made in Ue.
Gli obiettivi varieranno da Paese a Paese sulla base delle differenti condizioni economiche nazionali e della maturità del mercato interno.
Infine, il capitolo della strategia Battery Booster che mira ad aumentare la competitività dell’industria della produzione delle batterie in Europa, con una dotazione di 1,8 miliardi di euro. Di questi fondi, 1,5 miliardi di euro saranno destinati al sostegno dei produttori europei di celle per batterie attraverso prestiti a tasso zero.
Di Redazione Tir | 17 Dicembre 2025