
Pari opportunità: entro il 30 aprile l’invio del Rapporto 2024-2025
Italia
Non è solo un adempimento burocratico, ma uno strumento di trasparenza, in grado di restituire una fotografia puntuale delle dinamiche occupazionali e retributive all’interno delle imprese. Dal 1° marzo è ufficialmente disponibile, sul sito del Ministero del Lavoro, il nuovo modello telematico per la presentazione del Rapporto sulla situazione del personale maschile e femminile relativa al biennio 2024-2025. Il rapporto deve essere presentato entro il 30 aprile di quest’anno ed è obbligatorio per
le aziende, pubbliche e private, che occupano più di 50 dipendenti; per quelle con un numero di dipendenti inferiore resta invece su base volontaria. La compilazione deve avvenire secondo le modalità generali di compilazione previste dal Decreto del 3 giugno 2024, adottato dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, di concerto con il Ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità.
Il mancato invio del rapporto da parte delle aziende obbligate comporta l’applicazione delle sanzioni previste dall’art. 11 del D.P.R. 19 marzo 1955, n. 520 e, se l’inottemperanza si protrae per oltre 12 mesi, è disposta la sospensione per un anno dei benefici contributivi eventualmente goduti dall’azienda.
Non solo. L’Ispettorato nazionale del lavoro verifica anche la veridicità dei dati trasmessi: in caso di rapporto mendace o incompleto è prevista l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria da mille a 5mila euro.
Fino alla scadenza del termine di presentazione del rapporto, le aziende che intendono partecipare a procedure pubbliche per le quali sia richiesta la presentazione del rapporto biennale potranno produrre copia di quello già presentato con riferimento al precedente biennio (2022/2023), integrando la documentazione con il rapporto per il biennio 2024/2025 entro il termine del 30 aprile 2026.
Per le aziende che hanno ancora in corso il caricamento dei dati relativi al biennio 2022/2023, il termine ultimo per provvedere è il 15 marzo 2026.
Di Lucia Angeloni | 03 Marzo 2026