
RAM: un Rapporto Censis racconta vent’anni di Autostrade del Mare
Intermodalità
In vent’anni, l’Italia ha trasformato il Mediterraneo nella sua più grande autostrada. È lungo queste rotte, infatti, che si è sviluppato il sistema delle Autostrade del Mare, oggi snodo intermodale strategico per i collegamenti con tutto il bacino mediterraneo. Nato con la Legge 488 del 1999, che per la prima volta ha sostenuto con fondi dedicati il cabotaggio e l’intermodalità marittima, il modello è cresciuto fino a raggiungere 52mila chilometri di tratte, con 18 porti italiani collegati a 23 destinazioni finali, di cui otto in porti esteri come Spagna, Malta, Grecia e Croazia.
A fotografare vent’anni di evoluzione è il Rapporto Censis sulle Autostrade del Mare, realizzato per il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e per RAM, società in house del MIT, e presentato il 9 dicembre nella Sala del Parlamentino del Ministero.
Il Rapporto ripercorre le tappe che hanno trasformato le Autostrade del Mare in una delle leve più potenti della logistica nazionale: uno strumento che riduce l’impatto ambientale, decongestiona la rete stradale, accelera i flussi delle merci e rafforza il posizionamento dell’Italia nei mercati globali.
Nel corso dei venti anni delle AdM, l’utilizzo del mare nei trasporti in Italia ha raggiunto risultati ottimali. Nel 2024, oltre la metà delle merci importate e circa il 40% delle merci esportate hanno viaggiato via mare. L’Italia ha conquistato una posizione di leadership nel trasporto Ro-Ro: le esportazioni con questa modalità sono cresciute del 77,8% tra il 2006 e il 2024, e addirittura del 126,7% nel periodo 2013-2024. Nella sostituzione strada-mare, dall’avvio delle AdM, sono stati risparmiati oltre 27 miliardi di chilometri altrimenti percorsi sulla rete stradale, mentre sul piano ambientale l'intermodalità marittima consente, in un anno, di eliminare dalla strada circa 2,2 milioni di camion e mezzi pesanti pari a un trasporto di 58 milioni di tonnellate di merci e di abbattere 2,4 milioni tonnellate di CO2.
In 20 anni, il numero di collegamenti è aumentato passando da 202 viaggi settimanali del 2004, a 291 nel 2024. In particolare, le tratte internazionali sono cresciute del 163%. La consistenza della flotta, attiva su AdM, ha aumentato il proprio volume del 111% fra il 2004 e il 2024. Sulla base dei dati relativi ai primi 27 porti italiani, l’offerta di metri lineari resi disponibili ogni settimana per le Autostrade del Mare passa da un milione 174mila del 2004 ai 2 milioni 565mila del 2024, più che raddoppiando in questo modo la disponibilità di trasporto su mare dei mezzi pesanti. A livello geografico, i porti più attivi nelle AdM sono Livorno, con 359mila metri lineari di stiva offerti settimanalmente, Genova (315mila) e Catania (224mila), ma l’intero Mezzogiorno risulta centrale: Sicilia, Campania e Puglia rappresentano oltre la metà delle tratte.
Di Redazione Tir | 09 Dicembre 2025