
Rete TEN-T: pubblicati i nuovi piani di lavoro
Europa / Intermodalità
A due anni dall’adozione del nuovo regolamento sulle reti transeuropee dei trasporti - TEN-T (qui il nostro articolo sulla revisione approvata nel giugno 2024), la Dg Move della Commissione europea ha reso nota la pubblicazione dei piani di lavoro relativi ai 9 corridoi e le priorità orizzontali.
I piani di lavoro definiscono gli strumenti operativi guidati dai coordinatori europei in accordo con gli Stati membri per pianificare infrastrutture, investimenti e tempistiche.
Quest’ultima pubblicazione è la prima dopo l’aggiornamento del Regolamento e delinea i progressi compiuti fino ad oggi evidenziando le restanti esigenze di investimento anche sulla base degli interventi più necessari per attuare le priorità fissate.
Ogni piano individua, inoltre, le strozzature persistenti che devono essere eliminate rapidamente per garantire il pieno ed efficace funzionamento dei corridoi.
Ai nove piani relativi ai nove corridoi (Atlantico; Mar Baltico — Mar Adriatico; Mediterraneo; Mare del Nord — Baltico; Mar Baltico – Mar Nero – Mar Egeo; Balcani occidentali — Mediterraneo orientale; Mare del Nord – Reno – Mediterraneo; Reno — Danubio; Scandinavo — Mediterraneo;) si aggiungono anche il piano di lavoro per lo spazio marittimo europeo, che definisce le priorità per rafforzare la dimensione marittima della TEN-T, e il piano di lavoro per il sistema europeo di gestione del traffico ferroviario (ERTMS), già pubblicato a febbraio, che definisce lo stato, le sfide e la via da seguire per la diffusione dell'ERTMS nell'intera rete ferroviaria TEN-T.
Partiamo dal corridoio Atlantico che svolge un ruolo strategico nel sistema di trasporto europeo, connettendo il fronte atlantico europeo — inclusi i principali porti e le regioni industriali in Portogallo e Spagna — con Francia, Irlanda e Germania e collegando porti d'accesso marittimi, piattaforme logistiche e nodi urbani, e supportando i flussi commerciali globali e il mercato unico europeo.
Fra i progressi già compiuti ci sono diversi progetti ferroviari, di vie navigabili interne e portuali completati negli ultimi anni e un livello di conformità delle infrastrutture generalmente elevato. Il corridoio sta diventando uno dei principali assi ferroviari d'Europa. I programmi chiave per l'alta velocità ferroviaria in Portogallo, Spagna e Francia — tra cui Lisbona–Madrid, Madrid–Parigi, Lisbona–Porto e Bordeaux–Tolosa — mirano a rafforzare la connettività tra la penisola iberica e il resto d'Europa.
Le azioni chiave necessarie per completare il Corridoio entro il 2030 e il 2040 si concentrano sui progetti transfrontalieri e nazionali più importanti, in particolare sui principali investimenti ferroviari e sui collegamenti strategici con porti e aeroporti.
Gli interventi programmati fra 2030 e 2040 vedono un totale di 104,5 miliardi di euro.
In termini di distribuzione dei costi, i più elevati si riferiscono ai progetti in Spagna, Portogallo e Francia. La Spagna rappresenta la quota maggiore, con progetti per un importo di 38,5 miliardi di euro, seguita dalla Francia, i cui progetti ammontano a 32,15 miliardi di euro, e dal Portogallo con 32,14 miliardi di euro.
Il secondo corridoio, Baltico-Adriatico, attraversa otto Stati membri dell'Unione Europea, interconnettendo regioni costiere di Polonia sul Mar Baltico, di Croazia, Italia e Slovenia sul Mar Adriatico con le regioni senza sbocco al mare all'interno di questi Paesi, e di Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Slovacchia. L'asse adriatico occidentale in Italia collega la città di Bologna e fornisce collegamenti con i porti di Trieste, Venezia, Ravenna e Bari.
Il Corridoio comprende 10.324 km di collegamenti ferroviari e 5.709 km di strade. Interconnette i terminali di trasporto merci multimodale situati in 12 porti marittimi nel Baltico (4) e nell'Adriatico (8) e in 5 porti per vie navigabili interne lungo il fiume Danubio, insieme a quelli operativi in 28 località di terminali strada-rotaia. Inoltre, lungo il Corridoio sono presenti complessivamente 52 nodi urbani e 17 aeroporti
Oltre ai progetti già attuati più di 200 progetti sono in corso e pianificati per la futura attuazione, con un budget complessivo di quasi 100 miliardi di euro.
Il corridoio Mediterraneo, invece, si estende dalla Spagna attraverso la Francia, l'Italia, la Slovenia, la Croazia e l'Ungheria, e arriva a est fino a Leopoli, in Ucraina.
Il piano di lavoro rappresenta una sorta di tabella di marcia pratica. Fra i progetti, molti toccano il nostro Paese. Per quel che riguarda l’ammodernamento e il potenziamento ferroviario figurano le sezioni della linea di accesso Lione–Torino e nodi chiave lungo i corridoi adriatico e della Pianura Padana, da completare dopo il 2030.
Per quel che riguarda il trasporto stradale gli interventi uniscono la fornitura di nuovi parcheggi sicuri a interventi mirati di aggiornamento della sicurezza e di funzionalità transfrontaliera.
Ad esempio, sulla SSTPA Latisana (autostrada A4) è in progetto la realizzazione di 301 piazzole di sosta sicure e dei relativi servizi per i conducenti lungo il percorso verso la Slovenia, con un investimento di 8,12 milioni di euro e un completamento previsto per dicembre 2026. Sulla tratta Lisert–Redipuglia (asse Venezia–Trieste), invece, la riqualificazione delle barriere di sicurezza finalizzata a migliorare la circolazione stradale su una sezione chiave del corridoio, per un costo di 8,25 milioni di euro e un completamento previsto per agosto 2026.
Infine, sul tratto di Fernetti (al confine con la Slovenia) è previsto il potenziamento del raccordo R.A.14, inclusa l'introduzione di sistemi di pesatura in movimento, a supporto della sicurezza e dei controlli in un punto di valico strategico. Il valore è stimato in 40 milioni di euro e il completamento è pianificato per il 2031.
Passiamo ora al Mare del Nord – Baltico che collega Svezia, Finlandia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Ucraina.
Per quanto riguarda l'infrastruttura ferroviaria nel 2025 la Finlandia ha stanziato 20 milioni di euro per il progetto Rail Nordica per la pianificazione dell'estensione dello scartamento ferroviario europeo in Finlandia, e nella primavera del 2026 sono stati concessi ulteriori 41 milioni di euro. Anche l’Ucraina sta a estendendo lo scartamento standard europeo, mentre sono in corso studi di fattibilità per un ulteriore sviluppo verso Kiev.
Il corridoio Mar Baltico – Mar Nero – Mar Egeo è stato istituito dal nuovo regolamento per rafforzare la connettività e l'integrazione multimodale, ma anche per migliorare le connessioni dual use (civile e militare) e la resilienza delle infrastrutture in una regione geopoliticamente sensibile.
Il tracciato comprende circa 12.400 km di ferrovie e 7.800 km di infrastrutture stradali, insieme a 16 aeroporti, 22 porti, 25 terminali merci multimodali e 49 nodi urbani. Il suo sviluppo si basa su 331 progetti in corso e pianificati e segue il calendario di attuazione della TEN-T: completamento della rete centrale entro il 2030 e della rete centrale estesa entro il 2040.
Il fabbisogno di investimenti associato all'attuale portafoglio di progetti è già stimato in circa 130 miliardi di euro, una cifra che esclude i progetti con costi sconosciuti o ulteriori progetti necessari per completare l'attuazione.
Anche il corridoio Balcani occidentali — Mediterraneo orientale è uno dei nuovi corridoi istituiti dal Regolamento del 2024 e collega gli Stati membri dell'Europa centrale ai porti dei mari Adriatico e Mediterraneo Orientale attraverso i Balcani Occidentali, rafforzando in tal modo gli obiettivi di allargamento Ue. Attraversa otto Stati membri: Austria, Slovenia, Croazia, Ungheria, Bulgaria, Grecia, Cipro e Italia, oltre ai partner dei Balcani Occidentali Bosnia-Erzegovina, Serbia, Montenegro, Kosovo, Albania e Macedonia del Nord.
Il suo tracciato comprende linee della rete ferroviaria e stradale sia core sia centrale estesa, per il 60% non precedentemente incluse. Inoltre, sono stati assegnati 14 aeroporti, 22 porti, 14 terminali merci multimodali e 24 nodi urbani.
La somma cumulativa di investimenti è calcolata a 81,2 miliardi di euro, includendo sia i progetti registrati sia ulteriori progetti mancanti dalle agende nazionali, necessari per garantire la piena attuazione. Si stima che siano necessari ulteriori 53,5 miliardi di euro per colmare il divario di finanziamento.
Il corridoio Mare del Nord – Reno – Mediterraneo è uno degli assi di maggior rilevanza economica nell'Unione Europea. Integra infatti quattro assi principali che collegano l'Irlanda e i porti del Mare del Nord con il bacino del Reno, il Mediterraneo e il nord Italia, fornendo al contempo collegamenti chiave est-ovest nell'Europa nord-occidentale. Si estende su otto Paesi e collega importanti porti d'accesso marittimi, centri industriali, hub logistici e regioni metropolitane che insieme rappresentano circa il 35% del Pil nell’ Ue.
Tra il 2023 e il 2025 i principali risultati raggiunti includono il completamento di importanti chiuse per vie navigabili interne nei Paesi Bassi, in Belgio e in Francia, gli ammodernamenti lungo il Reno in Francia, la realizzazione di importanti hub intermodali in Germania e Francia, e il miglioramento della connettività ferroviaria con l'Aeroporto di Malpensa in Italia.
Parallelamente, sono avanzati i lavori su progetti lineari chiave come, per quanto riguarda le ferrovie e l’Italia, il Terzo Valico dei Giovi in Italia in fase di completamento.
Penultimo piano è quello relativo al Reno – Danubio.
Collegando i Paesi senza sbocco al mare dell'Europa centrale con i porti tedeschi del Mare del Nord a ovest e i porti rumeni del Mar Nero a est,attraverso un sistema integrato di ferrovie, strade e vie navigabili interne, il corridoio rafforza la connettività interna dell'Europa. L'estensione verso Leopoli riflette l'impegno strategico nei confronti dell'Ucraina e rafforza il significato geopolitico del corridoio e ne rafforza la funzione strategica per l'integrazione europea.
Vista la presenza del Danubio, il trasporto per vie navigabili interne rimane un pilastro fondamentale della struttura multimodale del corridoio.
L'analisi mostra, tuttavia, uno sviluppo delle infrastrutture disomogeneo.
Una delle sfide da affrontare è la mancanza di interoperabilità della rete ferroviaria e il basso livello di digitalizzazione. Anche sulla rete stradale, rimangono alcune sezioni non conformi. Queste includono l'autostrada D1 in Slovacchia e un collegamento transfrontaliero tra la Repubblica Ceca e l'Austria.
Ultimo, ma particolarmente importante per l’Italia è il corridoio Scandinavo – Mediterraneo.
Estendendosi dalla Scandinavia settentrionale al Mediterraneo, comprese le connessioni insulari con la Sardegna, la Sicilia e Malta, la rete collega importanti nodi urbani, porti, aeroporti e hub logistici in otto Paesi del Corridoio (Finlandia, Svezia, Danimarca, Germania, Austria, Italia, Malta e Norvegia in qualità di membro dello Spazio Economico europeo).
Grazie alla sua posizione centrale in Europa, il corridoio rappresenta un fattore abilitante fondamentale per i movimenti militari, collegando strategicamente tre zone cruciali: l'Artico, l'Europa centrale e il Mediterraneo.
Attualmente vi sono 245 progetti in corso o pianificati per un costo totale noto di 190,7 miliardi di euro. Tra il gennaio 2024 e la fine di agosto 2025, sono stati completati lungo il corridoio 22 progetti infrastrutturali per un volume di investimenti pari a circa 2,4 miliardi di euro
Il settore ferroviario rappresenta la maggior parte di questi investimenti. Uno dei principali è la Galleria di Base del Brennero e le relative infrastrutture di accesso in Germania, Austria e Italia.
Un certo numero di progetti critici corre però il rischio di non essere completato entro le scadenze della TEN-T.
In questo contesto, il Piano di lavoro conclude che il raggiungimento della piena conformità alla TEN-T entro il 2030 e il 2040 richiederà una maggiore coordinazione tra Stati membri, gestori delle infrastrutture e Commissione Europea.
Di Antonella Vicini | 01 Ottobre 2026