Richiamo airbag Takata: ecco come verificare quali sono i veicoli commerciali coinvolti

Richiamo airbag Takata: ecco come verificare quali sono i veicoli commerciali coinvolti

Italia

Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) ha recentemente avviato un’importante iniziativa per potenziare la campagna di richiamo degli airbag difettosi prodotti dalla società Takata. Una problematica che coinvolge anche i veicoli commerciali e che risiede in un’anomalia chimica all'interno del generatore di gas, che utilizza il nitrato di ammonio stabilizzato come propellente per il gonfiaggio del dispositivo di sicurezza passivo. In merito, studi tecnici hanno dimostrato che l'esposizione prolungata a umidità elevata, temperature eccessive o forti escursioni termiche può deteriorare seriamente la stabilità di questa sostanza.

Il rischio è estremamente elevato: in caso di incidente, l’airbag potrebbe esplodere con una violenza anomala, rompendo l’involucro metallico e trasformandone i frammenti in pericolosi proiettili diretti verso l’abitacolo, con potenziali esiti fatali per il conducente e/o i passeggeri.

Nel nostro Paese, i numeri diffusi dal MIT tratteggiano uno scenario che richiede la massima attenzione da parte degli operatori del settore, poiché in Italia risultano ancora in circolazione circa 1,6 milioni di mezzi dotati di questi dispositivi a rischio.

L’elenco aggiornato delle case costruttrici coinvolte e i link alle pagine ufficiali dedicate ai richiami, disponibili sui siti dei produttori o dell’UNRAE, è consultabile qui.

Per i professionisti del trasporto pesante, la verifica è semplice: è sufficiente inserire il numero di telaio (VIN), reperibile alla lettera E della carta di circolazione, sui portali delle case madri o nelle banche dati Unrae.

L’intervento di sostituzione è completamente gratuito e deve essere effettuato presso la rete di assistenza ufficiale. In casi di grave pericolo, può essere imposta la misura dello “Stop Drive”, che prevede il fermo immediato del mezzo; in tale eventualità, le case costruttrici possono fornire servizi di traino o veicoli sostitutivi.

Di Redazione Tir | 11 Febbraio 2026

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