Riforma dei porti: il CdM approva il disegno di legge. La parola passa al Parlamento

Riforma dei porti: il CdM approva il disegno di legge. La parola passa al Parlamento

Italia / Norme

Al termine di un lavoro durato a lungo, è stata segnata una tappa essenziale per realizzare la riforma della portualità italiana. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, ha approvato infatti con procedura d’urgenza il disegno di legge di riordino della legge 28 gennaio 1994 in materia di governance portuale per rilanciare gli investimenti nel settore.

L’intervento legislativo mira a modernizzare profondamente il sistema portuale nazionale per accrescerne la competitività internazionale e favorire uno sviluppo integrato del settore logistico.

Nella nota del Consiglio dei ministri si spiega che in coerenza con gli indirizzi strategici del Piano del mare (lo strumento di programmazione strategica nazionale del Dipartimento delle politiche del mare della presidenza del Consiglio), il provvedimento introduce rilevanti modifiche organizzative, tra cui l’istituzione della società “Porti d’Italia Spa.”. 

La società si pone l’obiettivo di supportare la realizzazione di infrastrutture di rilevanza internazionale e nazionale, potenziando l’intermodalità e lo sviluppo della rete transeuropea dei trasporti.

Si stabilisce anche la separazione contabile e organizzativa all’interno delle Autorità di sistema portuale e la costituzione del “Fondo per le infrastrutture strategiche di trasporto marittimo”. 

La norma chiarisce che l’erogazione dei finanziamenti è subordinata alla verifica del rispetto della normativa europea in materia di aiuti di Stato, prevedendo la sospensione delle risorse per gli interventi non esenti da notifica fino all’avvenuta autorizzazione della Commissione europea; una misura che vuole garantire la piena certezza giuridica degli investimenti.

Si prevede inoltre l’adozione, entro il 30 giugno 2026, di linee guida nazionali per la determinazione uniforme del canone demaniale, elaborate dal Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti previo parere dell’Autorità di regolazione dei trasporti.

Per assicurare la massima trasparenza, le Autorità di sistema portuale avranno l’obbligo di aggiornare tempestivamente i dati delle concessioni nel Sistema Informativo del Demanio Marittimo (SID – il Portale del Mare). A questo punto, toccherà al Parlamento esaminare e approvare in via definitiva la riforma strategica per il Paese. 

Di Redazione Tir | 23 Dicembre 2025

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