Spagna, scattano gli aumenti dei pedaggi: rincari fino al 4,68% nel 2026

Spagna, scattano gli aumenti dei pedaggi: rincari fino al 4,68% nel 2026

Europa

Con l'arrivo del nuovo anno, la rete autostradale iberica si prepara a una revisione che impatterà su automobilisti e operatori del trasporto merci. Il Ministero dei trasporti spagnolo ha infatti aggiornato i pedaggi autostradali per l'anno 2026, stabilendo un aumento delle tariffe già in vigore a partire dal primo gennaio. 

Per le infrastrutture statali gestite tramite concessioni, i rincari oscilleranno tra un minimo del 3,64% e un massimo del 4,68%, a seconda dei termini specifici previsti dai singoli contratti di gestione. Il provvedimento riguarderà un ampio numero di arterie stradali tra cui la AP-51, la AP-61, la AP-6, la AP-53 e la AP-66, coinvolgendo tratti della AP-7 (Alicante-Cartagena e Málaga-Guadiaro), AP-68, AP-71, AP-9 e AP-46. 

Anche le autostrade gestite dalla società statale delle infrastrutture di trasporto via terra, la SEITT, subiranno un adeguamento dei prezzi, sebbene in maniera più uniforme. Per queste tratte, che includono le radiali R-2, R-3, R-4, R-5, oltre alla M-12, alla AP-7 (Cartagena-Vera), alla AP-36 (Ocaña-La Roda) e alla AP-41 (Madrid-Toledo), l'incremento è stato fissato al 2% per ogni categoria di mezzo di trasporto. 

Nonostante l'aggiornamento tariffario, le autorità hanno confermato il mantenimento della gratuità totale per i transiti effettuati durante la fascia notturna, compresa tra mezzanotte e le sei del mattino, garantendo così un’alternativa di risparmio per chi viaggia in tali orari. 

In questo scenario di diffusi aumenti, si sottolinea, inoltre, l'eccezione della circonvallazione di Alicante sulla AP-7, che grazie a un recente accordo governativo è diventata completamente libera e gratuita.

Le motivazioni alla base di questa crescita dei costi sono legate principalmente all'andamento dell'Indice dei Prezzi al Consumo (IPC), ma riflettono anche l'eredità delle politiche economiche adottate alla fine del 2022. In quel periodo, per contrastare l'elevata inflazione, l'esecutivo aveva infatti limitato i rialzi dei pedaggi al 4%, impegnandosi a recuperare la quota restante in modo scaglionato nell'arco di un triennio.

Di Redazione Tir | 16 Gennaio 2026

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