
Tempi di carico e scarico: il monitoraggio delle associazioni
Italia
Il DL Infrastrutture, convertito in Legge 18 luglio 2025, n. 105, ha introdotto una nuova disciplina sui tempi di attesa nelle operazioni di carico e scarico. Le regole sono chiare: superati i 90 minuti di attesa per operazioni di carico o scarico scatta il pagamento dell’indennizzo per l’autotrasportatore, pari a 100 euro per ogni ora o frazione di ora di ritardo. A quasi sette mesi dall’entrata in vigore delle nuove norme, le associazioni di categoria dell’autotrasporto stanno facendo il punto sulla sua concreta applicazione.
Un monitoraggio condotto da Assotir su 50 imprese, rappresentative dell’intero territorio nazionale e dei principali settori merceologici, ha fotografato un dato piuttosto critico. L’analisi ha preso in considerazione due campioni: il primo composto da 50 imprese mediamente strutturate, con una media di 40 veicoli ad azienda; il secondo composto da 20 microimprese (da 1 a 5 veicoli).
Tra le aziende più strutturate, le imprese che applicano correttamente la normativa sono il 28% mentre il 72% non è in grado di farsi riconoscere l’indennizzo. Una percentuale che coincide con quella registrata sotto la precedente normativa. La situazione peggiore tra le aziende più piccole: in questo segmento solo il 5% riesce a far valere il proprio diritto all’indennizzo. “Il 95% delle imprese di questa fascia resta privo di tutela”, ha commentato Claudio Donati, segretario generale di Assotir.
Secondo l’associazione, il limite strutturale del nuovo impianto resta l’assenza di un meccanismo sanzionatorio o automatico. L’attivazione della tutela è rimessa all’iniziativa del trasportatore, che per ottenere l’indennizzo dovrebbe contestare formalmente il proprio cliente, con il rischio di compromettere il rapporto commerciale. L’associazione ribadisce la necessità di affiancare all’indennizzo una sanzione a carico del committente, così da consentire controlli diretti e autonomi da parte dello Stato e superare la logica della denuncia individuale.
Sul tema è intervenuta anche Fiap che ha dato vita ad un Osservatorio permanente sulla corretta applicazione dell’art. 6-bis, con il compito di raccogliere segnalazioni, documentare i casi di ritardo e le eventuali pressioni indebite. I primi risultati dell’Osservatorio saranno comunicati nel corso di un webinar programmato per il 16 marzo, nel corso del quale le imprese potranno avere anche tutte le informazioni su come applicare correttamente la norma, come documentare correttamente le attese e quando e come richiedere l’indennizzo.
Per Fiap la norma non è una minaccia, ma una opportunità concreta per rendere la logistica più efficiente: piazzali organizzati, meno attese improduttive, più produttività e maggiore sicurezza per gli autisti.
“È il momento di applicare la legge, non di deformarla – afferma Alessandro Peron, segretario generale Fiap –. Questa norma non penalizza nessuno: aiuta la logistica e rafforza l’industria. Applicarla correttamente significa investire nella competitività del Paese e nel rispetto delle persone che lavorano nelle nostre filiere”.
Anche Cna-Fita ha già organizzato diversi webinar per far conoscere alle imprese associate le nuove regole e per mettere tutte le imprese nella condizione di svolgere il proprio lavoro con la piena consapevolezza dei propri doveri, ma anche dei propri diritti. Webinar che hanno ottenuto grande partecipazione a dimostrazione che le imprese stanno comprendendo la portata della norma. “Riteniamo che le critiche più o meno velate sull’inefficacia della legge siano non solo premature, ma prive di alternative concrete”, sottolinea l’associazione per la quale l’obiettivo primario della legge non è punire il committente, ma fungere da deterrente.
Il fine ultimo resta la regolarità del settore e, soprattutto, una migliore organizzazione del lavoro.
“Il legislatore ha puntato sull’operatività del sistema trasporto e noi condividiamo questa visione: il riconoscimento del tempo come valore economico e operativo non derogabile è un pilastro che non può essere messo in discussione. L’integrazione strategica di figure come il caricatore e le precisazioni fornite dal MIT sanano importanti carenze e favoriscono un'applicazione chiara e trasparente della normativa”.
L’analisi di Trasportounito, a poco più di sei mesi dall’introduzione della nuova disciplina, evidenzia una diffusione ancora discontinua lungo la filiera logistica. “Alle prime esperienze di adeguamento registrate in contesti contrattualmente strutturati come per esempio nel trasporto dei Contenitori, si affianca il permanere di criticità operative che limitano il pieno riconoscimento delle indennità previste per le soste eccedenti i tempi di franchigia”, sottolinea Maurizio Longo, segretario generale dell’associazione. In particolare, viene segnalata l’assenza, in numerosi siti logistici, di sistemi condivisi per la rilevazione oggettiva dei tempi di permanenza dei veicoli e di procedure uniformi per la certificazione delle attese. Persistono inoltre modelli organizzativi e sistemi di prenotazione degli slot che finiscono per trasferire sull’impresa di trasporto il rischio delle inefficienze nelle operazioni di carico e scarico.
Secondo Trasportounito, lo scostamento tra il dettato normativo e le prassi operative ancora diffuse in diversi segmenti della committenza rischia di vanificare le finalità di riequilibrio introdotte dal legislatore. Da qui il richiamo ad adottare modelli organizzativi coerenti con il nuovo quadro regolatorio, affinché il riconoscimento delle indennità non resti affidato a dinamiche negoziali individuali ma trovi un’applicazione effettiva e uniforme lungo l’intera filiera logistica.
Di Redazione Tir | 25 Febbraio 2026