
Ue: il Parlamento accende i riflettori su appalti e dumping sociale
Europa / Norme
L’Unione europea punta l’attenzione sul tema degli appalti, dei subappalti e del rispetto delle regole.
Nei giorni scorsi, il Parlamento europeo ha approvato infatti una risoluzione che mira ad affrontare la questione delle catene di subappalto e del ruolo degli intermediari, al fine di tutelare i diritti dei lavoratori.
Il testo prende spunto dai dati dell’Ela, l’Agenzia europea del lavoro, e della Commissione europea sui lavoratori distaccati, considerando che si registra un aumento della pratica fraudolenta di assunzione ai fini del distaccamento e dell’utilizzo del subappalto orizzontale e verticale in molti settori, fra cui il trasporto e la logistica.
La risoluzione evidenzia come la presenza di soggetti fraudolenti e criminali nei luoghi di lavoro europei comporti rischi per la sicurezza, in particolare quando questa presenza incide sui settori delle infrastrutture critiche, come i trasporti e la logistica, l’edilizia, l’energia e l’assistenza sanitaria.
In particolare, il testo sottolinea che le pratiche abusive di assunzione e intermediazione sono spesso associate alla falsificazione o alla mancata fornitura di informazioni, alla mancata consegna di contratti scritti, all’imposizione di spese di assunzione illegittime, alla deduzione dai salari di costi eccessivi legati all’alloggio, nonché all’imposizione di oneri ai lavoratori per il trasporto, la formazione, le attrezzature o i permessi di lavoro.
La risoluzione invita la Commissione a intensificare gli sforzi volti a combattere lo sfruttamento del lavoro e gli Stati membri ad adottare una legislazione proporzionata per affrontare i rischi e i problemi derivanti da catene di subappalto lunghe e complesse.
Una scelta accolta con favore da Uetr che, in una nota, ha evidenziato come le piattaforme di subappalto e intermediazione rappresentino una pratica commerciale legittima, in grado di migliorare l’efficienza nel settore dei trasporti.
“Tuttavia – si legge – l’esistenza di livelli eccessivi e non trasparenti facilita il dumping sociale, la distorsione della concorrenza e le pratiche sleali. Ciò indebolisce il potere negoziale delle aziende di trasporto più piccole e ne mina i margini, nonché la capacità di investire nel rinnovo della flotta, nella decarbonizzazione e nella forza lavoro”.
Di Redazione Tir | 16 Febbraio 2026