Valichi alpini e ETS, le sfide della logistica in un convegno di Fiap

Valichi alpini e ETS, le sfide della logistica in un convegno di Fiap

Approfondimenti / Italia

Se l’Italia venisse completamente tagliata fuori dai collegamenti attraverso le Alpi, l’unica via di accesso ai mercati esteri resterebbe il mare. Ma se anche nei trasporti marittimi ci fossero delle criticità, cosa accadrebbe al sistema produttivo nazionale?
Partendo da questa suggestione, si è aperto il convegno organizzato da Fiap, alla Sala Zuccari del Senato, intitolato“Dalla penisola all’isola: l’Italia tra limiti alpini, ETS e competitività”; un evento a cui hanno partecipato, fra gli altri, il segretario generale di Fiap, Alessandro Peron, il direttore di Uniontrasporti Antonello Fontanili, Alessandro Panaro, responsabile Maritime & Energy di SRM – il Centro Studi e Ricerca di Intesa Sanpaolo –, Rossella Di Stefano, consigliere nazionale di Fiap, e il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessandro Morelli.

Un titolo esemplificativo che pone l’attenzione sulle difficoltà attraversate in questo momento dalla logistica italiana, alle prese con una serie di limitazioni lungo l’arco alpino (di natura infrastrutturale e politica) e con i nuovi oneri legati agli ETS, il sistema di scambio di quote di emissione dell'Unione Europea che dal 2024 include il trasporto marittimo e che grava poi su tutta la filiera, fino al consumatore finale.

Aprendo i lavori, Alessandro Peron ha sottolineato che queste non sono solo criticità della logistica e che andrebbero affrontate come questioni che “minano la competitività del sistema Paese”.
“Il tema delle Alpi e quello degli ETS non possono essere trattati solo come di pertinenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”, ha detto, rendendo nota la richiesta che venga istituito un tavolo interministeriale che affronti la questione come un problema nazionale che coinvolge il Governo.

L’Italia è il quarto Paese al mondo per esportazione, ma per garantire l’import-export è necessario poter contare su corridoi efficienti.
“Senza valichi – ha affermato Antonello Fontanili nel corso della sua relazione iniziale – l’Italia sarebbe un’isola”, a voler rappresentare simbolicamente l’importanza delle connessioni attraverso le Alpi.

Dati alla mano, Fontanili ha spiegato che la ferrovia, in quasi 40 anni, ha avuto una crescita annua dell’1,9%, mentre il traffico alpino su strada è cresciuto tre volte tanto, del +6,2% annuo.
“Allo stesso tempo il traffico si è velocemente spostato a est, con le relazioni Italia-Austria che pesano oltre il 50%, a fronte di una contrazione Italia-Francia (che pesa il 26%)”.

In quest’ottica, si capisce bene l’importanza di un asse come quello del Brennero, che movimenta più di 50 milioni di tonnellate, e anche di quello del Tarvisio, attraverso cui ne transitano più di 30.
In generale, l’interscambio commerciale dell’Italia con gli Stati membri Ue è valso, nel 2024, 670 miliardi di euro: 160 con la Germania e 110 con la Francia, quasi totalmente via gomma.

Le limitazioni lungo l’asse del Brennero - per via delle politiche austriache - e i problemi infrastrutturali nei collegamenti transalpini, hanno quindi un peso importante su tutto il sistema economico nazionale. Fontanili, citando uno studio realizzato dall’Università della Valle d’Aosta, ha evidenziato che le chiusure programmate di tre mesi per i lavori di rifacimento del Tunnel del Monte Bianco avranno un impatto diretto di 12 milioni di euro l’anno, solo nella regione. Stando a uno studio di Confindustria, questo effetto si rifletterà su tutto il sistema del Nord-Ovest, producendo un calo del Pil del 5,8%.

La situazione non migliora sul fronte marittimo.
Nella sua relazione, Alessandro Panaro, responsabile Maritime & Energy di SRM, ha dipinto il quadro dello shipping nazionale e globale, gravato dagli ETS che impongono alle compagnie marittime di acquistare quote per coprire le emissioni di CO₂ prodotte, determinando un costo che varia a seconda delle dimensioni e del tipo di nave e dei prezzi di mercato delle quote.
Si stimano 6 miliardi di euro di impatto sul trasporto marittimo in Europa derivanti dalla piena applicazione dell'Ets nel 2026, mentre per il 2025 (anno in cui gli ETS sono applicati al 70%) questa cifra si riduce a 4 miliardi.

Conseguenze che toccano proporzionalmente anche il nostro Paese, che ha un ruolo piuttosto rilevante nel contesto europeo.
L’Italia è, infatti, leader in Europa nel comparto RO-RO, con una quota di mercato del 27% e con una crescita importante nell’ultimo decennio (+24% sul 2016). Trend in aumento anche nel transhipment, che è cresciuto del 21% dal 2016. Ma il nostro Paese è soprattutto leader nel corto raggio, con 302 milioni di tonnellate trasportate.

Questo chiarisce bene le conseguenze degli extra-costi per il nostro sistema.
Da questo punto di vista, ha lanciato un grido d’allarme Rossella Di Stefano, consigliere nazionale Fiap, ricordando come le imprese siciliane di autotrasporto e la stessa Sicilia rischino di pagare il prezzo più pesante degli ETS.
“Per un’isola il mare è l’unica via di collegamento e, ad oggi, riscontriamo aumenti già del 40% rispetto al 2023. Per questo è importante aprire un tavolo di discussione con la committenza, perché si rischia di tagliare fuori non solo le imprese ma un’intera regione”.

Commentando i lavori, infine, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Morelli ha auspicato che il Governo possa arrivare in sede Ue a "un percorso più rispettoso dei bisogni della nostra realtà socio-economica”. “Siamo in una fase molto delicata sia per la geopolitica internazionale sia interna all’Europa – ha detto con riferimento ai programmi Ue per la riduzione delle emissioni - Se continuiamo ad andare avanti, questa strada ci porterà a una situazione molto complicata”.
Infine ha ricordato il ruolo centrale della logistica per la tenuta economica e sociale del Paese, evidenziando che “l’opinione pubblica ignora questo ruolo".

"Bisognerebbe far capire l’impegno quotidiano degli operatori e l’importanza della logistica e far conoscere questo settore che lavora in silenzio”, ha detto.

Di Antonella Vicini | 09 Ottobre 2025

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