
ZTL: le confederazioni chiedono regole più chiare e uniformi per gli accessi
Italia
È un sistema di pagamento per l’accesso alle ZTL più strutturato, proporzionato e coordinato quanto richiesto da Confindustria, Confcommercio, Confartigianato e Confesercenti al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.
Le quattro associazioni hanno inviato una lettera congiunta al titolare di Porta Pia in cui si evidenziano una serie di criticità nell’attuale organizzazione e si reclama una rapida approvazione ed emanazione del decreto del MIT sui massimali tariffari di accesso ai centri urbani.
Nel documento si spiega che attualmente sono circa 50 le amministrazioni comunali che hanno istituito ZTL tariffate e definito meccanismi più o meno onerosi di prelievo a carico di autobus e mezzi per il trasporto merci, declinati secondo schemi applicativi diversi e soggetti a modifiche frequenti.
Si tratta di comuni di varie dimensioni e di differente rilievo economico, in molti casi di forte richiamo turistico, in cui le misure di limitazione del traffico sono attuate il più delle volte senza preavviso e sono poco conciliabili con le esigenze di pianificazione dei servizi di trasporto e di organizzazione dei flussi turistici.
“Lo strumento normativo per imprimere una svolta ed individuare un sistema condiviso di prelievo esiste e attende da oltre tre anni di essere attuato. Per questo motivo occorre una rapida approvazione ed emanazione del decreto ministeriale sulle tariffe massime per l'accesso dei veicoli alle Ztl urbane, previsto dalla riforma del Codice della Strada del 2022”, si legge nel testo.
L’articolo 7 del Codice della Strada riguarda la regolamentazione della circolazione nei centri abitati e conferisce ai Comuni poteri di ordinanza per limitare il traffico instituendo, fra l’altro, le Zone a traffico limitato; prevede inoltre che le tipologie di comuni che possono subordinare l’ingresso nelle ZTL al pagamento di una somma dovranno essere individuate con un decreto del ministero.
Secondo le organizzazioni, l'attuale situazione rappresenta un freno allo sviluppo delle attività e ha un'incidenza sui bilanci delle imprese che sfiora il 5% dei costi aziendali complessivi.
Di Redazione Tir | 16 Gennaio 2026