Caro carburante: le associazioni di categoria chiedono interventi strutturali

Caro carburante: le associazioni di categoria chiedono interventi strutturali

Internazionale / Italia

Le imprese di autotrasporto continuano ad affrontare una fase complessa, legata al caro-carburante e alla crisi energetica.

Nonostante le misure messe in atto nei mesi scorsi dal Governo, e prorogate di volta in volta, come il taglio delle accise e i crediti d’imposta (qui il nostro ultimo articolo), i costi operativi per le imprese sono sempre più gravosi.
Un quadro che necessita di misure che vadano oltre gli interventi temporanei: questo è quanto chiedono le associazioni di categoria dell’autotrasporto.

...aggiornamento del 30 settembre

Fai

Uno dei temi al centro dell'attenzione delle associazioni di categoria è quello dell'extra rete, dove si rifornisce gran parte dei mezzi delle imprese.
A parlarne è anche Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto.

"Al di là della condivisibilità della decisione di intervenire sui prezzi dei prodotti petroliferi alla pompa, sarebbe un errore gravissimo non considerare che il trasporto professionale si rifornisce in extra rete", ha dichiarato Uggè, spiegando come "le compagnie petrolifere non applicano il prezzo scontato anche a questi rifornimenti, per cui gli autotrasportatori rischiano di essere nuovamente penalizzati dal caro carburante".
Una stortura legata anche al fatto che - sottolinea ancora il presidente di Fai - "per effetto di questi tetti al prezzo alla pompa, i committenti adesso chiedono riduzioni di tariffe agli autotrasportatori".
Per questo si chiede di accelerare le misure dell’accordo sottoscritto con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro dei Trasporti Matteo Salvini nei mesi scorsi (qui il nostro articolo).

"Le condizioni attuali sono estremamente delicate e, senza una presa di posizione in tempi brevi che confermi le risorse necessarie, si rischia di alimentare speculazioni e strumentalizzazioni politiche e di favorire focolai di protesta non facili da gestire", ha concluso Uggè.

Assotir

Sono quattro le richieste avanzate da Assotir al Governo, durante una conferenza stampa che si è svolta il 25 settembre.

Durante l’incontro il segretario generale Claudio Donati ha sottolineato come il costo del gasolio sia aumentato da marzo ad oggi di oltre 60 centesimi. Un incremento che avrebbe dovuto tradursi in un adeguamento delle tariffe di trasporto di almeno il 15%. Nella maggior parte dei casi, però, questo adeguamento non sarebbe avvenuto, con il risultato che gran parte dell’impatto dell’emergenza sarebbe rimasto a carico dei vettori. Anche il rincaro dei prodotti per il consumatore finale non dipenderebbe dai costi dell’autotrasporto. “Se il trasporto pesa mediamente per il 5% sul valore di un bene – ha affermato - un aumento del 15% delle tariffe si tradurrebbe in un incremento di appena 75 centesimi su un prodotto da 100 euro.

L’associazione ritiene quindi fondamentale aggiornare i valori di riferimento dei costi di esercizio per le imprese di autotrasporto, che sono rimasti fermi a marzo, ovvero a prima della crisi del caro gasolio. La seconda misura richiesta è di applicare la normativa a tutela dei trasportatori, a iniziare dalla clausola di adeguamento automatico del gasolio.

E ancora, dare vita immediatamente alla Consulta dell’autotrasporto - uno “strumento indispensabile per spingere la committenza ad affrontare insieme ai vettori e con responsabilità il caro gasolio, e a farsi carico di una parte delle spese” - e introdurre una tassa sugli extra-profitti delle compagnie energetiche.

Trasportounito

In un recente intervento, Trasportounito ha evidenziato che in assenza di regolari adeguamenti delle tariffe di trasporto, ogni mese vengono a mancare 250 milioni di euro dalle casse delle imprese. Secondo l'associazione, la carenza di liquidità è tale da rendere probabile anche il blocco dei servizi di trasporto su gomma.

“Un’emergenza nazionale – ha affermato Giulio Stoppa, segretario generale di Trasportounito – in grado di paralizzare l’intero sistema produttivo e distributivo del Paese. Un’emergenza che richiede immediate soluzioni non per fronteggiare il rincaro del gasolio, ma per impedire che questo si traduca in una iniezione letale per le imprese di autotrasporto”.

La richiesta è che venga approvato un decreto-legge urgente sul fuel surcharge che intervenga sulla disciplina prevista nell’articolo 83 bis rendendo automatico, pubblico, verificabile e obbligatorio l'adeguamento del corrispettivo del trasporto.

Trasportounito propone che il Ministero stabilisca e pubblichi un prezzo base annuale del gasolio, valido come riferimento per i contratti sottoscritti nel corso dell'anno; un dato da aggiornare sulla base delle rilevazioni ufficiali del prezzo del carburante, con una periodicità quindicinale. A questo parametro dovrebbe essere applicata una percentuale di incidenza del carburante sul costo del trasporto fissata dalla legge nella misura del 30%.
La variazione del prezzo del gasolio dovrebbe quindi produrre automaticamente la corrispondente variazione del corrispettivo del trasporto, sia in aumento sia in diminuzione.

In una nota del 29 settembre, poi, l'associazione ha sottolineato che una parte significativa dei consumi professionali viene gestita attraverso forniture extrarete, cisterne aziendali, impianti privati o comunque attraverso circuiti commerciali dedicati, nei quali il prezzo è determinato secondo logiche e condizioni differenti rispetto alle singole stazioni di servizio interessate dalle iniziative per calmierare i prezzi.
Il presidente Stoppa evidenza quindi che "le aziende di autotrasporto continuano a sopportare gli extracosti del rifornimento, con il rischio che la committenza faccia valere questi sconti, solo virtuali per l'autotrasporto".

Anita

Sulla questione è intervenuta anche Anita, nel corso delle audizioni in commissione Ambiente del Senato sul Dl carburanti, riconoscendo la validità degli interventi governativi ma reclamando dei correttivi.

Elio Schettino, vice segretario generale dell’associazione, ha chiesto “il differimento del termine di utilizzo del credito, spostandolo al 31 marzo 2027”. 
“Un altro elemento da sottolineare – ha detto – è il rifinanziamento della misura. Infine, chiediamo al Governo, a fronte del perdurare della crisi, di rinegoziare in Europa il quadro temporaneo degli aiuti di Stato con una proroga". 

Fiap

Sempre in audizione al Senato, Alessandro Peron, segretario generale di Fiap, ha puntato l’attenzione su due punti: “Uno è che il credito di imposta, come è impostato a oggi il provvedimento, va a penalizzare paradossalmente le grandi flotte. L’altro punto è che noi abbiamo una clausola del gasolio che protegge le nostre imprese per legge, questa clausola fa riferimento a un prezzo esposto dal Mase senza definirne il tema dell’accisa”. 

“Occorrerebbe specificare che va escluso il calcolo dell’accisa e che si applica a tutti i tipi di veicoli”, ha spiegato ancora Peron. 

Cna-Fita

Precedentemente anche Cna Fita aveva lanciato l'allarme, ricordando che senza interventi immediati, nei prossimi mesi numerosi mezzi pesanti rischiano di rimanere fermi nei piazzali. 
Pur riconoscendo lo sforzo compiuto dal Governo, l’associazione chiede misure strutturali e propone un vero e proprio Patto sociale sui carburanti.
Si tratta di un pacchetto di interventi immediati a sostegno delle piccole e medie imprese fra cui l’applicazione vincolante del fuel surcharge, con un sistema pubblico e trasparente di calcolo e sanzioni per chi pretende ristorni indebiti; risorse straordinarie e immediate per la liquidità di tutte le imprese; semplificazione e accelerazione dei crediti d’imposta; l’aggiornamento dei valori indicativi di riferimento, indicando l’incidenza del carburante e includendo i costi dei noli marittimi.

Le proposte includono anche un piano nazionale di sicurezza nelle aree di sosta e nei parcheggi autostradali contro i furti di gasolio; un’iniziativa del Governo in sede europea per ottenere deroghe temporanee sui livelli minimi di tassazione, sterilizzare l’Iva sulle accise e ridurre la soglia minima del gasolio commerciale.

Unatras

Ma anche Unatras, la scorsa settimana, aveva affrontato la questione con una lettera inviata al Governo per chiedere la ripresa urgente del confronto con la categoria, per verificare lo stato di attuazione degli impegni assunti sulla base di quanto stabilito dall’intesa raggiunta a Palazzo Chigi il 22 maggio, e per discutere anche i provvedimenti per il caro carburante.

Di Antonella Vicini | 23 Settembre 2026

Potrebbe interessarti anche