MIT: punti ristoro aperti anche nei porti e interporti

Il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in sinergia con il ministero della Salute, ha disposto l'apertura delle aree ristoro nei porti e negli interporti.

La previsione, contenuta nell'ordinanza sottoscritta dai ministri Paola De Micheli e Roberto Speranza del 17 novembre in corso di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, ha stabilito l'apertura degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande anche in queste particolari aree, che si aggiungono a quelle indicate nel Dpcm del 3 novembre scorso.

Ricordiamo che l'art. 2 comma 4 lettera c del Dpcm in questione, contenente le ulteriori misure di contenimento del contagio su alcune aree del territorio nazionale caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto, ha previsto la deroga alla chiusura, oltre che per le mense e per il catering continuativo su base contrattuale, anche per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti (con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro).

La nuova ordinanza è stata determinata dell'esigenza manifestata dagli operatori del settore e dalle organizzazioni sindacali di categoria dei lavoratori del trasporto merci su strada di tenere aperti i punti di ristoro, quali servizi essenziali, anche nei porti e negli interporti per continuare a svolgere la propria attività professionale.

L'atto predisposto dai due ministeri produce effetti partire dal giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e comunque non oltre il 3 dicembre 2020.

Qui l'ordinanza.