
Assemblea Assarmatori: ETS, decarbonizzazione e competitività tracciano la rotta
Italia
Nel corso degli ultimi sei anni il quadro dei commerci, delle supply chain e degli equilibri internazionali si è progressivamente complicato.
Dal Covid al conflitto russo-ucraino, dai problemi nello Stretto di Bab el Mandeb a quelli nello Stretto di Hormuz fino ai dazi statunitensi, il mondo dello shipping ha affrontato situazioni particolarmente critiche che si sono riversate a cascata su altri segmenti dei trasporti e sulle varie economie nazionali.
A questo si aggiungono gli impegni per la transizione green dei trasporti, come l’entrata in vigore degli ETS, che stanno avendo effetti rilevanti non solo sull’economia marittima. Un quadro complesso che necessita di “istruzioni per non navigare nel buio”.
Partendo da questa suggestione si è aperta l’assemblea di Assarmatori che si è svolta a Roma.
L’incontro è, come tutti gli anni, l’occasione per tirare le fila sullo stato di salute del settore e soprattutto sulle sfide in corso e i nodi da sciogliere. Più che nella crisi in corso nel Golfo Persico e nella normalizzazione di un quadro che necessiterà di tempi ancora lunghi, i nodi da sciogliere dell’annual meeting 2026 si ritrovano soprattutto in tre lettere: ETS.
L’Emission Trading System è entrato in vigore a partire dal 2024 e, dopo una fase iniziale, dallo scorso gennaio viene applicato nella sua interezza al settore; costi che si riversano poi su tutta la filiera e che rischiano di rendere meno competitivi i porti comunitari a favore di quelli del Nord Africa. In questa prospettiva, il settore attende la revisione della norma da parte della Commissione Ue prevista per luglio e caldeggiata dall’Italia nel corso del Consiglio Competitività che si è tenuto il 26 maggio.
Nel suo discorso di apertura, il presidente di Assarmatori Stefano Messina ha ricordato che “l'applicazione indiscriminata del regime ETS al trasporto marittimo rappresenta un errore strategico, con conseguenze pesantemente negative sia per l'Italia che per l'Europa. A giugno la Commissione Europea terrà un dibattito fondamentale sulla revisione complessiva del sistema: si tratta di un'occasione unica per limitare i danni finora causati da politiche che, purtroppo, sembrano ignorare la realtà dei fatti”.
Ma all’attenzione ci sono stati anche altri temi legati alla transizione green del comparto, come l’attuazione del cold ironing o la richiesta di contributi per i carburanti alternativi e della distribuzione dei fondi generati dagli ETS per la decarbonizzazione dello shipping stesso. “L'Europa – ha sottolineato ancora Messina - ha imposto obblighi e tasse ma non ha implementato nessuno strumento finanziario efficace per favorire l'acquisto di carburanti puliti. Serve inserire nella direttiva Ets un meccanismo automatico di supporto. La nostra proposta, fatta propria anche dal Governo, è avere un meccanismo come in aviazione, dove sotto l'Ets esistono quote gratuite per colmare il differenziale di prezzo tra carburanti alternativi e carburanti tradizionali”.
Nel corso del suo intervento, anche il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Edoardo Rixi ha spiegato che, così come è strutturato, il sistema “rischia di creare vantaggi competitivi ai porti nordafricani e di delocalizzare le attività fuori dal continenteeuropeo, indebolendo il nostro sistema marittimo. È una tassazione intempestiva e inutile ai fini della decarbonizzazione, che rischia di compromettere gli insediamenti industriali, in particolare nelle grandi isole”.
Rixi ha puntato l’attenzione anche sull’attuale riforma della portualità presentata dal Governo e che ora è al vaglio delle Commissioni parlamentari.
“Abbiamo pensato una riforma che ha bisogno di miglioramenti e per questi ci auguriamo la partecipazione di tutti gli stakeholder”, ha detto. L’obiettivo, ha spiegato, “è avere una cabina di regia unica per gli investimenti di medio e lungo periodo. Creare un elemento centrale di coordinamento consentirà alle autorità di sistema portuale di indirizzare gli investimenti infrastrutturali utili a tutte le modalità di trasporto”.
Chiudendo i lavori, infine, il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha accolto le richieste dell’assemblea e ha detto che è necessario che i proventi degli ETS siano reinvestiti nel comparto, anche per raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione. In questo senso, ha sottolineato come “la questione energetica sia fondamentale e bisogna affrontarla senza paradossi ideologici, per questo in ogni contesto crediamo nella neutralità tecnologica". E fra le varie opzioni Urso ha citato anche il nucleare di quarta generazione con i cosiddetti Small Modular Reactors da installare a bordo delle navi.
Di Antonella Vicini | 16 Giugno 2026