
Consiglio dei Trasporti Ue: il viceministro Rixi chiede pragmatismo e neutralità tecnologica
Europa / Italia
Revisione delle politiche legate all’ETS marittimo ed effetti della crisi nel Golfo sulle catene di approvvigionamento e sui trasporti internazionali; questi i temi che il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, ha portato a Lussemburgo al Consiglio dei Ministri dei Trasporti Ue.
Un incontro durante il quale sono state messe in agenda anche altre questioni, dagli impegni per decarbonizzare i trasporti oltre il 2030 alla strategia industriale marittima e portuale fino allo stato di avanzamento dei lavori relativi all’iniziativa Greening Corporate Fleets.
L’Italia ha sostenuto un approccio pragmatico per conciliare sostenibilità ambientale e competitività delle imprese, chiedendo correttivi al sistema ETS per evitare distorsioni del mercato e penalizzazioni per i porti europei rispetto agli scali extra Ue.
Il viceministro Rixi ha ribadito la necessità di “rivedere le politiche di decarbonizzazione concepite in un contesto economico e geopolitico profondamente diverso da quello attuale”.
Partendo dal presupposto che negli ultimi anni sono accaduti eventi che hanno cambiato gli equilibri politici ed economici globali, Rixi ha sottolineato che “la transizione ecologica deve procedere con pragmatismo, neutralità tecnologica e apertura ai carburanti alternativi, evitando approcci ideologici che rischiano di penalizzare industria, lavoro e competitività. L'Europa deve rafforzare il proprio sistema logistico, rendendolo più resiliente e flessibile di fronte a uno scenario internazionale sempre più instabile”.
Il viceministro ha ricordato la posizione italiana, ovvero il sostegno allo sviluppo dei carburanti sostenibili, “dal Saf avio ai biocarburanti e al diesel biologico, e il potenciamento delle Autostrade del Mare”. "Allo stesso tempo – ha proseguito – riteniamo necessario superare un Ets marittimo che rischia di spostare traffici e investimenti verso porti extraeuropei, indebolendo il sistema logistico continentale”.
Infine, sulle flotte aziendali ha sottolineato che l’Italia condivide gli obiettivi ambientali, ma è contraria all'introduzione di quote obbligatorie di veicoli elettrici. “Servono incentivi e flessibilità, non nuovi vincoli che non tengono conto delle differenze tra i mercati nazionali e delle attuali criticità infrastrutturali”, ha detto.
Nel corso della giornata, in rappresentanza del Governo italiano ha firmato inoltre una dichiarazione comune di intenti per rafforzare la cooperazione europea sui test transfrontalieri dei veicoli a guida autonoma.
A latere, intanto, i ministri di 9 Stati membri, insieme al Commissario per i trasporti e il turismo sostenibile Apostolos Tzitzikostas, hanno approvato le prime due tabelle di marcia sviluppate nell'ambito della Clean Transport Corridor Initiative, volte ad accelerare l'implementazione di infrastrutture di ricarica per camion a emissioni zero lungo due principali corridoi TEN-T: le rotte scandinavo-mediterranee e Mare del Nord-baltico. L'iniziativa era stata lanciata nei mesi scorsi nell'ambito del Piano Ue per l’automotive e coinvolge Belgio, Danimarca, Germania, Lituania, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia e Svezia.
Prossimamente sarà pubblicata una mappatura aggiornata dei progetti di ricarica per camion esistenti e pianificati sulla base dei dati della Commissione e degli Stati membri, fornendo una panoramica più chiara dei progressi già in corso e contribuendo a identificare le lacune infrastrutturali e le esigenze di investimento lungo i corridoi. La Commissione estenderà l'iniziativa Clean Transport Corridor a tutti i corridoi TEN-T entro la fine dell'anno.
Di Antonella Vicini | 08 Giugno 2026