Crisi del Mar Rosso: gli operatori scelgono rotte via terra

La crisi del Mar Rosso, causata dagli attacchi dei ribelli Houti alle navi container in transito da e per il Canale di Suez, ha spinto i principali operatori logistici a optare per il sistema Tir per garantire il flusso delle merci tra l'Asia orientale, il Medio Oriente e l'Europa.

A sostenerlo è l’IRU, l’Unione internazionale dei trasporti su strada, che riferisce come le principali società di trasporto stiano aggirando il Mar Rosso scegliendo alternative via terra attraverso il Medio Oriente e la regione del Consiglio di Cooperazione del Golfo. I porti di Sohar e Salalah (in Oman) e di Jeddah e Dammam (in Arabia Saudita) sono diventati, così, i principali scali di arrivo delle merci che vengono poi trasportate via camion.

In questa prospettiva, assume un valore strategico il sistema Tir per velocizzare il commercio alle frontiere. Gli operatori hanno potuto beneficiare di riduzioni significative dei tempi di transito fino al 92% attraverso le frontiere terrestri, aumentando l'efficienza e riducendo l'impronta di carbonio.