
Iran: i Paesi del Golfo puntano su trasporto su gomma e fast track
Internazionale
La situazione innescata nel Golfo dalla guerra fra Stati Uniti e Israele, da una parte, e Repubblica Islamica dell’Iran, dall’altra, rende sempre più difficili i traffici commerciali. Con lo Stretto di Hormuz sostanzialmente chiuso e il pericolo di mine navali posizionate dall’Iran, si iniziano a registrare alcuni rallentamenti dei traffici.
Di fronte a tale situazione, Italia, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi e Giappone, in una dichiarazione congiunta, hanno espresso la propria condanna ai recenti attacchi iraniani contro le imbarcazioni commerciali nel Golfo e le infrastrutture civili compresi siti di produzione di petrolio e gas, e alla chiusura de facto dello Stretto. Sottolineando che “gli effetti delle azioni dell'Iran si faranno sentire sulle persone in tutto il mondo, soprattutto sui più vulnerabili”, hanno espresso la disponibilità a contribuire “agli sforzi necessari per garantire il passaggio sicuro attraverso lo Stretto”.
Nel frattempo, per tamponare l’emergenza i Paesi del Golfo puntano sul trasporto su gomma.
Il Consiglio di cooperazione del Golfo ha attivato, infatti, un meccanismo di transito accelerato per garantire il flusso delle merci e ridurre i costi operativi a fronte delle crescenti tensioni regionali.
L'iniziativa, così come è stata descritta sul quotidiano arabo Gulf Daily News dal presidente delle dogane del Bahrein, sarebbe il fast track, un sistema che garantisce una corsia veloce fra i principali porti e aeroporti della regione attraverso l'impiego di camion protetti da sigilli di sicurezza, in modo da eliminare la necessità di sdoganamento finale nei punti di transito intermedio e ridurre sensibilmente i tempi di percorrenza.
La procedura si basa sullo scambio anticipato dei dati di spedizione e dei documenti sul carico tra le diverse autorità doganali nazionali, consentendo un movimento fluido e senza soluzione di continuità attraverso i confini. Priorità verrà data ai beni di prima necessità, inclusi prodotti alimentari, forniture mediche e merci deperibili.
Di Antonella Vicini | 20 Marzo 2026