
Target CO2: primo ok dal Parlamento Ue, ma per IRU restano alcuni nodi irrisolti
Europa
La commissione per l’ambiente del Parlamento europeo ha approvato a maggioranza un pacchetto di riforme che allenta i target di riduzione della CO₂ per autovetture e veicoli commerciali leggeri, introducendo una maggiore flessibilità per la transizione ecologica della filiera. L'iniziativa si inserisce nel più ampio pacchetto automotive promosso dalle istituzioni europee per rispondere alle criticità del comparto, cercando di bilanciare gl obiettivi ambientali con la sostenibilità economica delle imprese industriali e di trasporto. Il testo recentemente adottato passerà ora all'esame nella sessione plenaria di dicembre 2026, passaggio indispensabile per avviare i triloghi con il Consiglio e la Commissione europea.
Entrando nel dettaglio della proposta, l'obbligo di taglio della CO₂ al 2035 per le autovetture scende all'87,5%; i costruttori potranno tuttavia colmare il divario fino al 95% sfruttando i crediti legati all'impiego di acciaio sostenibile di produzione europea, nel limite massimo del 7,5%. Sul fronte dei veicoli commerciali leggeri, invece, la nuova rotta fissa una tappa intermedia del 35% al 2030 per poi attestarsi all'80% nel 2035, mantenendo la medesima facoltà di compensazione. Per entrambe le categorie di veicoli, l'impatto di queste compensazioni non potrà comunque eccedere il 3% complessivo fino al 2034.
Un altro importante punto riguarda l'inclusione dei carburanti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio tra le tecnologie considerate ammissibili per la decabornizzazione, sancita dal debutto normativo della categoria dei VEEF (Vehicles Exclusively running on Eligible Fuels, acronimo che indica i veicoli alimentati esclusivamente con carburanti ammissibili).
Per difendere la competitività dell’Unione europea, la revisione introduce inoltre una disciplina di super-crediti sul prodotto locale. Più nello specifico: le auto elettriche da città entro i 4,2 metri di lunghezza costruite nell'Ue avranno un valore equivalente a 1,4 veicoli, soglia che raggiunge 1,5 nel caso del leasing sociale, a fronte del valore di 1,2 assegnato ai veicoli elettrici ad altissima efficienza. Un simile provvedimento viene esteso anche ai veicoli commerciali leggeri a batteria di produzione europea, accreditati di un valore di 1,2 veicoli fino al 2034, destinato a salire a 1,4 a partire dal 2035.
L’unione internazionale dei trasporti su strada (IRU) ha accolto positivamente la proposta di revisione, riconoscendo al testo il merito di aver introdotto un maggiore margine operativo per la transizione la filiera. Al contempo, l'associazione ha espresso però anche forti riserve sui nodi ancora irrisolti per sostenere il futuro del settore. Secondo l'IRU, infatti, la semplice flessibilità normativa non basta a garantire la disponibilità sul mercato di veicoli commerciali a prezzi accessibili né a colmare le carenze della rete di ricarica a livello europeo, rimarcando come la transizione verso la sostenibilità debba procedere al passo con il reale sviluppo delle infrastrutture e con l'effettiva adeguatezza dei mezzi commerciali alle esigenze operative del settore.
Di Carolina D’Elia | 05 Novembre 2026