
Valichi: Uniontrasporti analizza l’impatto economico delle interruzioni. Danni fino a 1,5 miliardi l’anno
Europa
I valichi alpini sono la porta di accesso principale per le merci italiane in Unione europea. Ogni anno infatti 200 milioni di tonnellate di merci attraversano le Alpi, via gomma e via ferro.
Il valore di queste merci rappresenta il 90% di quello complessivo prodotto dall'interscambio commerciale italiano con i Paesi comunitari. Una cifra che nel 2025 ha raggiunto i 665 miliardi di euro (se si considerano anche Regno Unito e Svizzera la quota arriva a 750 miliardi).
Sono questi i dati resi noti da Unioncamere/Uniontrasporti nel corso di un evento organizzato a Roma, alla Camera, per presentare lo studio dal titolo “Analisi di resilienza del sistema dei valichi alpini” e fare luce sulle conseguenze economiche delle interruzioni o limitazioni della circolazione lungo queste direttrici.
In questo senso si calcolano danni economici che possono arrivare anche a 1,5 miliardi di euro l'anno.
Numeri che non indicano solo un mero calcolo della probabilità perché i collegamenti transfrontalieri già sono soggetti da tempo a limitazioni di varia natura che vanno dalle interruzioni decise dall’Austria lungo l’asse del Brennero a problemi infrastrutturali temporanei causati da lavori di manutenzione (come quelli al Monte Bianco o al ponte Lueg o sulla superstrada slovena H4) o da problemi di natura geologica (vedi il caso del collegamento ferroviario Italia-Francia per via di una frana nella Savoia).
Nel caso del Traforo del Monte Bianco o dei lavori stradali sul versante austriaco del Brennero, a cui si aggiungono le limitazioni in Tirolo, si calcolano per le imprese costi aggiuntivi stimati in circa 370 milioni di euro l'anno, ai quali si sommano ulteriori 174 milioni di euro, proprio per gli effetti dei lavori di manutenzione sul ponte Lueg.
La crisi dei collegamenti oltre a causare perdite economiche dirette si riversa anche sull’affidabilità delle relazioni commerciali, penalizzando soprattutto le piccole e medie imprese.
Lo studio simula quattro diversi scenari di crisi, attuali e future, su un orizzonte temporale al 2040, valutando gli effetti delle interruzioni sia in presenza sia in assenza di infrastrutture fondamentali in corso di realizzazione, come la galleria ferroviaria di base del Brennero e la nuova linea Torino-Lione.
Analizzati gli scenari l'analisi suggerisce misure immediatamente attuabili per gestire queste situazioni complesse come individuare e testare itinerari alternativi; adottare un protocollo di coordinamento transfrontaliero per intervenire secondo procedure condivise; istituire un cruscotto informativo digitale unico per la gestione dei flussi e delle emergenze.
Si propone, inoltre, di riconoscere i valichi alpini come infrastrutture economiche strategiche europee, superando una gestione prevalentemente nazionale.
Un'altra indicazione riguarda l'introduzione di una valutazione preventiva obbligatoria degli impatti economici in occasione delle grandi limitazioni programmate della capacità di attraversamento delle Alpi. Viene proposta, infine, l'istituzione di un monitoraggio economico permanente.
Di Antonella Vicini | 05 Novembre 2026