
Ue: in vigore il contributo e-commerce di 2 euro per tutti i pacchi di Paesi extra comunitari
Europa
Da qualche tempo, gli acquisti online da Paesi non comunitari sono diventati più cari per i consumatori europei.
Da luglio la Ue ha aggiunto, infatti, un contributo forfettario sui pacchetti di valore inferiore a 150 euro (vedi qui il nostro articolo) dopo che il Consiglio aveva concordato di eliminare la soglia di sgravio dei dazi doganali per le merci del valore inferiore ai 150 euro.
Da questo mese di novembre, però, è scattato anche un nuovo contributo di 2 euro che si aggiunge al precedente.
È il frutto della riforma del sistema doganale Ue che è stata approvata in via definitiva lo scorso settembre (qui il nostro articolo). Fra le varie novità c’è, infatti, l’introduzione di una tassa di gestione per ogni articolo acquistato online dai consumatori europei da Paesi extra-Ue, che servirà a coprire i costi sempre più elevati legati all’enorme quantità di singoli pacchi da gestire.
Il contributo fisso di 2 euro si applica per articolo, come il dazio doganale temporaneo di 3 euro ma indipendentemente dal valore degli articoli. Ciò significa che anche le merci contenute in spedizioni di valore superiore a 150 euro sono soggette al contributo di gestione, purché siano state vendute in una transazione qualificabile come vendita a distanza. E differentemente dal dazio di 3 euro, applicabile fino al 1° luglio 2028, non ha carattere temporaneo. Inoltre, non viene rimborsato in caso di reso.
I costi coperti dal contributo di gestione comprendono almeno i costi di verifica dei dati, di svolgimento dell'analisi dei rischi, delle relative infrastrutture e dei controlli, compresi i servizi resi dall'Autorità doganale dell'Ue.
La stretta mira anche ad arginare il corposo arrivo di prodotti a basso costo provenienti soprattutto dalla Cina.
Nei mesi scorsi, l’Italia aveva anticipato l’entrata in vigore di questo nuovo contributo con una misura prevista dal Governo a partire da gennaio 2026, slittata poi a luglio, a ottobre, a dicembre e infine al primo gennaio 2027. Ora, nel disegno di legge di bilancio è stata definitivamente cancellata, abrogando i relativi commi della manovra dello scorso anno.
Nella relazione tecnica che accompagna il provvedimento è specificato infatti che “la misura determina effetti finanziari negativi, in termini di fabbisogno ed indebitamento, stimati in 91,3 milioni di euro annui a decorrere dal 2027”.
Di Antonella Vicini | 02 Novembre 2026