
Assotir chiede regole per una competizione leale
Italia
Assotir compie 20 anni. Un traguardo importante che l’associazione ha voluto celebrare accendendo i riflettori sul mondo dell’autotrasporto, con un convegno dal titolo “Filiera Logistica: dare valore all’Autotrasporto” che si è svolto la mattina del 9 ottobre alla Camera dei Deputati.
I lavori si sono aperti con i saluti del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, che ha annunciato l’imminente introduzione del fondo da 600 milioni di euro per il rinnovo del parco (qui il nostro articolo).
Poi è stata la volta di Anna Vita Manigrasso, presidente di Assotir, che ha posto l’accento su una delle battaglie che l’associazione considera più urgenti: concentrare ogni sforzo per fare in modo che l’Italia recepisca il Regolamento Ue 1055/2020 che impone alle società di autotrasporto di avere un numero di addetti e di veicoli proporzionale al proprio fatturato.
Manigrasso ha sottolineato che “in Italia, ancora oggi, anche avendo un solo camion si possono fare contratti di trasporto milionari, salvo poi darli in subvezione”.
Secondo la presidente di Assotir, “il contrasto all’eccesso di intermediazione è fondamentale in questa fase storica in cui il mercato si sta concentrando nelle mani di colossi imprenditoriali, spesso multinazionali. Questa battaglia ha un valore strategico, perché rappresenta un solido antidoto contro l’azione sistematica di destrutturazione dell’imprenditoria di media e piccola dimensione”.
"Quello che chiediamo oggi - ha aggiunto Claudio Donati, segretario generale dell’associazione - sono regole. Regole che diano disciplina al mercato del trasporto, in modo che la competizione tra le imprese avvenga all’interno del perimetro della legalità e della sicurezza, in un quadro di piena trasparenza. L'intermediazione oggi vale almeno 4-5 miliardi di euro, sui 60 miliardi complessivi che muove il settore dei trasporti. Per questo chiediamo che chi vuole esercitare questa professione debba disporre di un organico e di un parco mezzi proporzionato all'attività che svolge. E chiediamo di introdurre o reintrodurre un meccanismo di tracciabilità delle merci. Perché è assurdo che in un mondo in cui si traccia tutto l'unica cosa che non viene tracciata siano i passaggi tra i vari soggetti della filiera".
Una possibile soluzione al tracciamento delle merci potrebbe essere costituita dalla scheda di trasporto, come ha sottolineato nella sua relazione il professor Massimo Campailla, docente di Diritto della Navigazione e dei Trasporti presso l’Università degli studi di Trieste. Una misura che era già stata introdotta ma poi abrogata in un’ottica di semplificazione, in quanto veniva spesso lamentata un’eccessiva difficoltà del committente nella sua compilazione. Ad anni di distanza, in un mondo sempre più digitalizzato - ha sottolineato Campailla, - è verosimile ritenere che tali complessità sarebbero oggi in gran parte agevolmente superabili".
Di Redazione Tir | 09 Ottobre 2025