Ho visto il futuro (e mi è piaciuto)

Ho visto il futuro (e mi è piaciuto)

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È stata una full immersion nel futuro dell'autotrasporto quella proposta dalla Mercedes-Benz a Magdeburgo, tra Berlino e Hannover, dove un'autostrada in costruzione è diventata una pista di prove per il progetto Future Truck 2025: un veicolo a guida automatizzata in grado di muoversi nel traffico e “dialogare” con i veicoli vicini. Il tutto con la benedizione del Governo federale tedesco, presente con il sottosegretario ai trasporti, Katherina Reiche.

Guida automatizzata
Da ragazzo, la ritrovavo nei film di fantascienza e nei libri che divoravo e che lasciavano presagire un futuro praticamente automatizzato. Oggi è una realtà: già con la google car, presentata a marzo 2012, abbiamo imparato a conoscere questi veicoli in grado di muoversi da soli nel traffico grazie a radar e sensori. In Germania abbiamo visto qualcosa di diverso: un veicolo pesante - con tanto di semirimorchio - che visto dall'esterno non ha niente di diverso da un comune truck, ma che all’interno ha una tecnologia che gli consente di muoversi nel traffico, accelerare, frenare, fermarsi, addirittura dare la precedenza a macchine in servizio d'emergenza: tutto da solo, con l'autista in cabina impegnato a gestire gli affari, a prenotare lo stallo presso la stazione di servizio vicina, a dialogare con la casa madre per disporre nuovi carichi o semplicemente a rilassarsi leggendo le ultime notizie di sport o a videochattare con la famiglia. Il futuro è diventato realtà.

E gli autisti?
Sgombriamo subito il campo da ogni equivoco: gli autisti a bordo ci saranno, dovranno essere vigili (non possono addormentarsi, per legge), e sempre più bravi, perché a loro toccheranno i compiti più difficili: quando si tratterà di fare manovre millimetriche al carico e allo scarico non ci sarà macchina in grado di sostituire l'uomo. I sistemi di guida automatizzata potranno rendere più appetibile il lavoro di autista, per il quale - come hanno ammesso più volte anche i vertici governativi – esistono in questo momento in Germania forti problemi di reclutamento, anche in vista dell’imminente pensionamento di migliaia di autisti anziani. I vantaggi per l'impresa sono legati a una maggiore efficienza e ottimizzazione dei viaggi, con risparmi sul carburante pari al 5%, riduzione dell'incidentalità (a chi non si fida dei robot dobbiamo ricordare che il 90% degli incidenti stradali è causato da un errore umano). Ma a quali costi?

Tecnologia alla portata di tutti
La vera sfida è proprio questa: è inutile lavorare tanto su questo progetto se poi avrà costi inaccessibili per le aziende. Per questo nel corso della conferenza stampa i vertici di Mercedes hanno garantito che, a differenza dei complessi sensori studiati apposta per la google car, tutta la tecnologia utilizzata per il truck è sul mercato a costi accessibili. Per questo, pur non svelando quanto potrebbe costare a regime questo gioiellino, hanno comunque affermato che sarà un prezzo che non si discosterà di molto da quello di listino di un veicolo ordinario.

Gli inquietanti interrogativi
Come ogni nuova tecnologia, anche questa si porta dietro alcuni interrogativi: quando l'autista non sta guidando, sarà tecnicamente in fase di riposo? (E questo è quello che più interessa a chi fa i conti nelle imprese di autotrasporto). E se succede un incidente (l'ipotesi che qualcuno tagli la strada ad un Tir lanciato a 80 km orari esiste) mentre sono in funzione i sistemi di guida automatizzata che quindi dovranno "scegliere" se evitare l'ostacolo, magari colpendo la macchina alla sinistra, o investendo il pedone sul marciapiede a destra, chi sarà chiamato a rispondere: i programmatori che hanno istruito la macchina, l'impresa proprietaria del veicolo o la casa costruttrice? Tutti interrogativi sui quali da mesi lavora un tavolo tecnico-giuridico istituito dal Governo federale tedesco (e da qui si capisce quanta voglia ci sia di guidare il futuro di questo settore) con i rappresentanti dell'industria, delle associazioni di categoria e dei consumatori. Un tavolo tecnico-giuridico che dovrebbe dare i suoi risultati entro la fine dell'anno, mentre a livello mondiale si sta già lavorando sulla modifica della Convenzione di Vienna dell'Onu per introdurre la possibilità di gestire i mezzi da remoto. Una convenzione che in Europa aveva negli anni scorsi scoraggiato la sperimentazione di questi veicoli, ma non negli Stati Uniti, che non avendo mai recepito questa Convenzione, da anni lavorano a progetti del genere.

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Di Redazione Tir | 10 Settembre 2014

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