
La Commissione Ue propone la revisione degli ETS. I punti del trasporto marittimo
Europa / Sostenibilità
È arrivato l’atteso piano di revisione dell’ETS, il sistema di scambio delle emissioni di Co2 in vigore in Unione europea per una serie di settori, fra i quali anche il trasporto marittimo. Un tema su cui l’Italia, e altri Stati membri, hanno posto molta attenzione inviando alla Commissione una lettera con tutti i punti più critici su cui intervenire (qui il nostro articolo)
La proposta presentata dalla Commissione si basa su alcuni elementi chiave, ma conferma l’ETS quale strumento centrale delle politiche di decarbonizzazione comunitarie.
Il primo elemento è il rafforzamento del sostegno economico alla decarbonizzazione in linea con l’Istituzione della Banca per la decarbonizzazione industriale - per fornire 100 miliardi di euro di finanziamenti a progetti di decarbonizzazione industriale e restituire una quota maggiore delle entrate dell'EU ETS ai settori coperti dal sistema.
Il Fondo per l'innovazione per lo sviluppo di tecnologie a zero emissioni sarà rafforzato. Inoltre, gli Stati membri saranno tenuti a spendere il 50% delle entrate nazionali dell'ETS per investimenti volti a decarbonizzare gli stessi settori ETS. Questo è un punto su cui insisteva da tempo anche il Governo italiano. Ciò equivale a oltre 100 miliardi di euro di investimenti entro il 2030.
Il Fondo per la modernizzazione continuerà a sostenere gli Stati membri a basso reddito dell'ammodernamento dei sistemi energetici e nella trasformazione industriale.
E ancora, la proposta adegua la traiettoria degli Ets a partire dal 2031: aggiorna il fattore di riduzione lineare del 3,7% tra il 2031-2035 e dell'1,7% per il 2036-2040 e allinea l’obiettivo di riduzione delle emissioni dell'Unione per il 2040 del -90%. Questo rende la traiettoria più graduale.
Entrando più nel dettaglio del settore dei trasporti, per il segmento aereo e marittimo (che sono gli unici per ora a cui si applica il sistema; per quello stradale è stato posticipato al 2028) è previsto un sostegno per accelerare la decarbonizzazione dei settori e per la diffusione di carburanti sostenibili. Si mira a espandere il mercato ETS ai voli privati e ai voli commerciali fino a 5.000 chilometri dal centro dell’Europa e, nel settore marittimo, ad alcuni porti di Paesi terzi vicini all’Europa, per ridurre la concorrenza degli scali limitrofi.
Nel marittimo, la revisione mira a convogliare maggiori entrate per la diffusione di carburanti sostenibili (Sustainable Maritime Alternative Propulsion). Si prevedono 110 milioni di quote per il periodo 2028-2040 per biocarburanti avanzati, e-fuel, elettrificazione, energia eolica.
Viene anche introdotto uno sconto mirato per le grandi navi portacontainer provenienti da porti extra-Ue e dirette verso porti Ue, in base alla quota di container trasbordati tra due Paesi extra-Ue.
Inoltre, viene semplificata la rendicontazione per le compagnie di navigazione.
È previsto anche un sostegno ai piccoli Stati insulari in via di sviluppo e ai Paesi meno sviluppati per la decarbonizzazione del trasporto marittimo. E ancora, viene esteso il sistema Ets alle navi più piccole sotto le 5mila tonnellate di stazza lorda ma sopra le 400 tonnellate di stazza lorda.
Di Antonella Vicini | 17 Luglio 2026