
L’avvocato della Corte Ue dà ragione all’Italia sul Brennero: “Illegittimi i divieti austriaci”
Europa
Lo afferma anche la Corte di Giustizia Ue: il divieto di transito notturno, quello settoriale e quello invernale imposti dall'Austria ai mezzi pesanti sulle autostrade A12 della Valle dell'Inn e A13 del Brennero sono contrari al diritto comunitario.
Sono state rese note, infatti, le conclusioni dell'avvocato generale della Corte Manuel Campos Sánchez-Bordona sul ricorso presentato dall’Italia due anni fa (qui il nostro articolo), dopo che lo scorso 21 aprile si era svolta l’udienza dibattimentale in Lussemburgo (qui il nostro resoconto).
L’avvocato generale, nelle sue conclusioni, ha proposto alla Corte di accogliere il ricorso italiano per quanto riguarda le tre specifiche misure restrittive sul traffico dei mezzi pesanti, mentre ha ritenuto conforme al diritto Ue il sistema di dosaggio degli accessi all'autostrada della Valle dell'Inn (300 tir all’ora).
Secondo le conclusioni, le misure austriache per limitare il traffico dei veicoli pesanti e ridurre le emissioni inquinanti nel corridoio del Brennero non rispetterebbero il principio di proporzionalità, considerando che dal 2020 nella zona non sono stati più superati i limiti di NO2 stabiliti dalla direttiva sulla qualità dell’aria. Nonostante questo, l’Austria ha mantenuto i divieti esistenti e ne ha introdotti anche altri.
Alla base del parere dell'avvocato, c'è anche il tema della violazione del principio di libera circolazione di persone e merci, un pilastro fondante per l’Unione europea.
Il divieto di transito notturno sulla A12, quello settoriale relativo al trasporto di alcune merci e il blocco invernale per i mezzi pesanti diretti verso l'estero, secondo Campos Sánchez-Bordona, avrebbero prodotto proprio effetti restrittivi sulla libera circolazione delle merci senza una giustificazione sufficiente.
Per quel che riguarda il sistema di dosaggio introdotto dal 2018 sulla A12, invece, l'avvocato generale ha ritenuto che non costituisca una restrizione quantitativa alle importazioni se applicato come limitazione temporanea in caso di previsione di congestione. La misura si applica in determinati giorni, fissati in anticipo dalle autorità austriache e annunciati pubblicamente e periodicamente.
In una nota, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha reso nota la soddisfazione del Ministro Salvini. La pronuncia definitiva del Collegio, si sottolinea, dovrebbe arrivare in autunno.
Sul fronte delle associazioni di categoria dell’autotrasporto, anche Anita ha espresso soddisfazione.
“Le restrizioni unilaterali adottate dall'Austria hanno compromesso per troppo tempo il corretto funzionamento del mercato interno europeo, ostacolando la libera circolazione delle merci e penalizzando imprese e filiere produttive. Accogliamo con particolare favore il richiamo al principio di proporzionalità”, ha sottolineato il presidente Riccardo Morelli.
“Pur nella consapevolezza che le conclusioni dell'avvocato generale non vincolano la Corte di giustizia, confidiamo che la futura sentenza possa riaffermare i principi fondamentali della libera circolazione delle merci e della proporzionalità delle misure nazionali, garantendo certezza giuridica agli operatori e condizioni di concorrenza eque lungo il corridoio del Brennero”, ha concluso in presidente.
Nel frattempo, anche Fiap ha evidenziato l’importanza delle conclusioni che, si legge in una nota dell’associazione, "rappresentano un riconoscimento giuridico di particolare rilievo delle ragioni sostenute dall’Italia e delle criticità più volte denunciate dalle imprese dell’autotrasporto”.
“Esse – prosegue la nota - confermano che la tutela dell’ambiente, della salute e della sicurezza stradale, pur costituendo obiettivi legittimi, non può giustificare automaticamente misure incoerenti, discriminatorie o sproporzionate, soprattutto quando incidono su un corridoio fondamentale della rete transeuropea dei trasporti e sull’accessibilità dell’Italia ai mercati del Centro e del Nord Europa”.
"Attendiamo ora con fiducia il pronunciamento definitivo della Corte", ha affermato Paolo Uggè, presidente di FAI-Conftrasporto, commentando il parere espresso dall'avvocato Sánchez-Bordona.
Uggè ha poi puntato l'attenzione sulla necessità di garantire la libera circolazione delle merci per garantire il nostro sistema produttivo e in questa ottica ha rimarcato la necessità di ripensare anche il sistema dei divieti alla circolazione previsto dal Protocollo Trasporti della Convenzione delle Alpi del 2001, che mira a ridurre l'impatto del trasporto su strada nell'arco alpino.
"Quelle regole hanno finito per alimentare un vero e proprio “muro alpino”, con pesanti ripercussioni sulla competitività del nostro sistema produttivo e sull’economia nazionale", ha detto.
Di Antonella Vicini | 16 Luglio 2026