Veicoli: timidi spiragli di ripresa

Veicoli: timidi spiragli di ripresa

Italia

Alcuni segnali di ripresa cominciano ad arrivare dall’andamento del mercato dei veicoli commerciali e dei mezzi pesanti. Secondo i dati diffusi da Anfia nei primi cinque mesi del 2014 la crescita delle vendite è tornata positiva in tutti i segmenti. Un trend confermato anche dal mese di giugno – stando ai dati sui leggeri forniti dall’Unrae – nel quale le immatricolazioni sono aumentate del 9,2%, portando la chiusura del primo semestre a un incremento delle vendite del 14,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno passato. D’altra parte, l’Italia è il paese che dopo la Grecia nel 2011 ha registrato la flessione più pesante per quanto concerne i volumi di merci trasportate su strada: - 18,7% sul 2010, un dato che fa ben riflettere sulla gravità della crisi (nel 2012 e 2013 il trend si è mantenuto negativo), con consumi in continua contrazione, inclusi quelli alimentari, un alto tasso di disoccupazione, e la permanente stretta creditizia per imprese e famiglie. Gli ultimi dati Istat ci dicono che in aprile, l’attività produttiva del settore industriale (al netto delle costruzioni) ha mostrato un significativo incremento (+0,7%, +0,4% al netto dell’energia), risultato superiore agli aumenti registrati in Francia e in Germania (rispettivamente, +0,1% e +0,4%), ma al di sotto del sostenuto rialzo osservato in Spagna (+1,7%). 

Numeri positivi per il 2014
La situazione italiana nel settore dei veicoli per il trasporto merci negli ultimi anni non ha goduto di ottima salute. I dati con i quali si è concluso il 2013, seppure migliori rispetto a quelli degli anni precedenti, non erano di certo incoraggianti: il mercato dei Vcl ha registrato attorno alle 101 mila nuove immatricolazioni, con un ulteriore calo sul 2012 del 12,5%. La domanda in questo segmento è tornata sui livelli di immatricolato dei primi anni 1990. Per quanto riguarda i veicoli con massa superiore alle 3,5 tonnellate, nel 2013 le immatricolazioni hanno riguardato circa 12.600 autocarri, ancora in calo dell’8,3%. Gli autocarri con ptt uguale o superiore a 16 ton, venduti nell’anno scorso, sono stati invece oltre 9.600 (-3%). Infine, i trattori stradali per semirimorchio immatricolati nel 2013 sono stati 6.224, in crescita del 5,8%. Nei primi mesi del 2014 emergono finalmente timidi segnali di lieve miglioramento della domanda nazionale, che potrebbero consolidarsi nella seconda metà del 2014. Il segmento dei leggeri ha fatto registrare un +16,1% con 49mila immatricolazioni tra gennaio e maggio di quest’anno. Gli autocarri (superiore a 3,5 ton) sono cresciuti del 6% con 5.700 vendite, di cui 4.800 sono veicoli pesanti (>16 ton) con un incremento del 19,8%. Invece, le vendite di autocarri con ptt compreso tra 3,51 e 16 ton risultano in calo del 36% con appena 800 unità. Un trend confermato anche dall’Unrae che conferma la crescita del mercato dei veicoli commerciali (autocarri con peso totale a terra fino a 3,5 ton) nei primi 6 mesi dell’anno del 14,7% sfiorando le 59.000 unità immatricolate, rispetto alle 51.396 di gennaio- giugno 2013. Il solo mese di giugno ha fatto registrare, con 10.041 veicoli venduti, un incremento pari al 9,2%.

Il confronto con l’Europa
Per capire come la crisi ha cambiato radicalmente l’Italia è sufficiente analizzare i dati sulle vendite dei veicoli commerciali e i mezzi pesanti dal 2007 al 2013 e confrontarli con quelli degli altri Paesi europei. Negli ultimi 7 anni le immatricolazioni di Vcl (sotto le 3,5 ton) in Italia sono diminuite del 58,2%. La crisi ha cancellato più della metà dei furgoncini, un effetto superato solo dalla Spagna (-69%), mentre in Germania il calo è stato del 4%, in Francia e Gran Bretagna del 20% e in Belgio del 18 per cento. Per gli autocarri medi e grandi (oltre le 3,5 ton) la riduzione tra il 2007 e il 2013 è stata ancora più forte: -64,8%, superata anche qui dalla Spagna (-70,7%), mentre la Germania ha visto una contrazione solo del 18,9%, la Francia del 14,9%. La Gran Bretagna ha invece avuto una crescita del 12,8%. Infine, per i mezzi pesanti la riduzione è stata del 63,3%, sempre meno della Spagna che ha totalizzato -69%, ma cifre enormi se confrontate alla Polonia (-8%), alla Francia (-15,3%) o alla Germania (-19,3%).

Analisi del trend
“I piccoli segnali positivi mostrati dal mercato italiano – ha spiegato Marco Giorda, direttore di Anfia – possono essere ricondotti, nel complesso, a un leggero miglioramento della domanda interna. Riguardo agli autocarri, che sono passati da poco meno di 36.000 unità nel 2007 a 12.600 nel 2013 (-64,8%), la crescita del 6% nel periodo gennaio-maggio 2014 può derivare anche dall'entrata in vigore della normativa Euro VI, che già nel secondo semestre dello scorso anno ha determinato un incremento della domanda. Il mercato dei rimorchi e semirimorchi pesanti è stato pesantemente ridimensionato. Si è passati dalle 17.500 unità del 2007 alle 6.500 del 2013 con un incremento del 26,3% delle vendite registrato nei primi 5 mesi del 2014 a conferma dell'efficacia dei rimborsi previsti dal decreto del Ministero delle Infrastrutture e dal Ministero dell'Economia, per gli investimenti effettuati dalle aziende di autotrasporto. La misura, introdotta a giugno 2013, sta per essere rinnovata per il secondo anno consecutivo”. “Se anche nel secondo semestre dell’anno si confermasse lo stesso trend di crescita, i veicoli commerciali – ha ipotizzato Massimo Nordio, presidente dell’Unrae – rimarrebbero comunque su livelli ancora compressi rispetto all’andamento degli anni passati e rispetto al potenziale di domanda di distribuzione delle merci sul territorio italiano. Tuttavia interventi governativi mirati, come quelli adottati dal Comune di Roma per l’acquisto di autocarri a basso impatto ambientale, potrebbero rappresentare un volano per il settore con riflessi positivi sul rinnovo del parco”.

Luci e ombre anche sul traffico autostradale
La ripresa è ancora poco stabile anche per il traffico sulle autostrade, spesso visto come un indicatore fedele dell’andamento dell’economia e di conseguenza dell’autotrasporto. Secondo i dati rilevati dall’Aiscat (Associazione società concessionarie autostrade e trafori), i primi 5 mesi di quest’anno (gennaio-maggio) hanno fatto registrare un 1,5 per cento in più di veicoli in circolazione rispetto allo stesso periodo dell’anno corso, mentre il dato di maggio si ferma a uno 0,7% in più rispetto a maggio 2014. Ma se il traffico “leggero” cresce più spedito, quello pesante ancora arranca. Infatti, a incidere sul totale sono maggiormente i chilometri percorsi dai veicoli leggeri che nei primi cinque mesi dell’anno hanno visto un incremento dell’1,8%, trend che continua a crescere esaminando la variazione percentuale del mese di maggio che da solo raggiunge l’1,5% con un totale di 4.888,1 milioni di veicoli-km percorsi. Se passiamo a esaminare il traffico dei veicoli pesanti, la situazione leggermente cambia. Fino a maggio 2014 si evidenzia una variazione percentuale rispetto all’anno precedente molto contenuta, ma tuttavia positiva (0,7%), mentre prendendo in considerazione solo il mese di maggio viene introdotto il segno negativo, abbassando il flusso di veicoli sulla rete autostradale fino al -1,9% con un totale di 1.522,6 milioni di veicoli-km.

Di Redazione Tir | 10 Settembre 2014

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