Caro carburanti, la protesta blocca il Sud: servono interventi urgenti

Caro carburanti, la protesta blocca il Sud: servono interventi urgenti

Italia

Il caro carburanti continua ad alimentare la protesta degli autotrasportatori nel Mezzogiorno, dove presidi e cortei stanno provocando disagi alla circolazione e alla distribuzione delle merci. La mobilitazione interessa Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia e Sicilia e coinvolge anche altri comparti produttivi, a partire da quello agricolo.

Sull’A1, i blocchi alla circolazione hanno provocato otto chilometri di coda nella zona di Caserta. La protesta ha raggiunto anche Napoli, dove alcuni mezzi pesanti hanno bloccato l’accesso al porto. Situazione critica anche in Puglia: circa 35 motrici partite da Altamura hanno raggiunto Bari e gli autotrasportatori hanno manifestato davanti alla sede della Regione, chiedendo un incontro con il governatore Antonio Decaro.

A preoccupare sono soprattutto le possibili conseguenze del protrarsi dei blocchi sulla regolarità delle forniture. Pasquale Russo, vicepresidente di Confcommercio e presidente di Conftrasporto, segnala già le prime difficoltà nei rifornimenti di negozi e supermercati, in particolare per i prodotti alimentari freschi e deperibili, ma anche per altre merci, dagli elettrodomestici ai prodotti di elettronica di consumo.

“Una situazione che, se dovesse protrarsi, rischierebbe di compromettere la regolare disponibilità dei prodotti, causando danni economici alle imprese e ulteriori disagi ai consumatori - afferma Russo -. Comprendiamo le ragioni del disagio degli autotrasportatori, alle prese con un aumento insostenibile dei costi del carburante e dell’energia, e ribadiamo la necessità di interventi urgenti a sostegno del settore. Allo stesso tempo, però, è indispensabile garantire la libera circolazione delle merci e la continuità delle forniture, evitando che le conseguenze della protesta ricadano su altre imprese e sulle famiglie”.

Conftrasporto guarda quindi all’incontro previsto domani con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dal quale auspica risposte concrete e immediate alle difficoltà del comparto.

Sul fronte delle misure necessarie a contenere l’impatto dei rincari interviene anche Trasportounito, chiedendo l’applicazione della clausola di adeguamento delle tariffe al costo del carburante. “Esiste una legge già in vigore a tutti gli effetti, che prevede che l’intera filiera logistica si debba far carico, a fronte di una crescita nel prezzo del gasolio che ha raggiunto il 45%, di un’addizionale del 15% sulle tariffe di autotrasporto. Ma questa legge, parzialmente applicata al Nord, è totalmente disattesa al Sud. E ciò spiega perché le imprese di autotrasporto oggi si fermano: perché non stanno più in piedi”, sottolinea il segretario generale Giulio Stoppa.

Per Trasportounito, la crisi ha ormai carattere strutturale e richiede un intervento urgente del Governo. Stoppa sollecita la convocazione di un Consiglio dei Ministri che approvi con decreto le modifiche normative emerse dagli Stati Generali dell’Autotrasporto e introduca, come priorità, una clausola gasolio con applicazione automatica e vincolante in fattura delle variazioni del costo del carburante. Una misura che, secondo l’associazione, consentirebbe di evitare che l’intero peso dei rincari continui a gravare sulle imprese di autotrasporto.

Di Lucia Angeloni | 19 Ottobre 2026

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