Consiglio Ue: l’impegno dell’Italia per rivedere il sistema ETS

Consiglio Ue: l’impegno dell’Italia per rivedere il sistema ETS

Europa

Incertezza geopolitica, competitività ed energia sono i temi al centro del Consiglio Europeo, dal 15 e 16 a Bruxelles. 

I leader dei 27 Stati membri hanno preparato una serie di indicazioni su “misure mirate e temporanee a breve termine per attenuare l'impatto degli alti prezzi dell'energia, tutelando i cittadini e le imprese”. Tra i nodi principali all'ordine del giorno figura anche la riforma del sistema ETS.

In questo quadro, l’Italia ha presentato assieme alla Repubblica Ceca una serie di proposte anche per la correzione del meccanismo che, attualmente, rappresenta uno dei principali strumenti della politica climatica europea per ridurre le emissioni di gas serra secondo il principio del cap and trade, fissando quindi il tetto massimo complessivo di gas serra che i settori coinvolti possono emettere.

“In Europa un’impresa che inquina deve comprare un permesso per ogni tonnellata di Co2 che emette: è il sistema ETS. Ma questi permessi si comprano sul mercato, e quindi il prezzo lo fa il mercato stesso”, aveva spiegato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni prima di recarsi a Bruxelles.

“Per questo abbiamo messo nero su bianco alcune proposte puntuali per correggere il sistema ETS, perché il prezzo della Co2 rifletta l’economia reale e non le logiche della finanza. E abbiamo chiesto di rinviare ancora l’ETS2, che dal 2028 scaricherebbe nuovi costi su famiglie e imprese”, ha precisato ancora Meloni.

Dal 2028, entrerà in vigore il sistema ETS 2 che riguarderà anche il trasporto su strada (qui il nostro precedente articolo).

L’obiettivo del nostro Paese, assieme ad altri Stati membri, è di ammorbidire l’impatto del meccanismo. Secondo quanto emerso, nelle conclusioni del Consiglio potrebbe esserci, fra le varie cose, la richiesta di un’analisi di impatto. 

Di Antonella Vicini | 15 Ottobre 2026

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