Le conclusioni del Consiglio Ue sugli ETS 2: ok a valutazione di impatto

Le conclusioni del Consiglio Ue sugli ETS 2: ok a valutazione di impatto

Europa

“Il Consiglio europeo chiede alla Commissione di aggiornare la valutazione complessiva degli impatti dell'Ets2 con particolare attenzione alla sua struttura e alle misure di salvaguardia”. 

È questo quanto emerso al termine del Consiglio Ue sul tema degli ETS su cui l’Italia ha mostrato una chiara posizione nel tentare di modificare il meccanismo. 

Il passaggio sull'Ets2, che dal 2028 sarà applicato anche al trasporto su strada, è stato inserito infatti su richiesta dell'Italia e dei Paesi del gruppo Visegrad, Repubblica Ceca, Polonia, Slovacchia e Ungheria. Il testo conclusivo è il risultato di lunghe negoziazioni; non compare infatti alcun riferimento esplicito alla necessità di rinviare l'avvio del mercato del carbonio. 

Resta fermo così il ruolo essenziale dell'Ets nella transizione climatica ed energetica.

Le conclusioni chiariscono testualmente che “nel contesto del riesame in corso del sistema ETS, e al fine di sostenere la competitività industriale europea, il Consiglio europeo ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, proteggere efficacemente dalla rilocalizzazione delle emissioni di Co2, ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e attenuare il suo impatto sui prezzi dell'energia elettrica, preservando nel contempo il ruolo essenziale dell'ETS nella transizione climatica ed energetica attraverso un segnale di prezzo basato sul mercato per le emissioni di carbonio che stimoli gli investimenti e l'innovazione”.

A questo tema si intreccia strettamente quello dei costi energetici, amplificato dalle tensioni geopolitiche globali che continuano a pesare sulle catene di approvvigionamento e sui prezzi dei combustibili.

“La situazione attuale – si legge nel testo finale – richiede urgentemente una risposta europea coordinata costituita da misure mirate e temporanee, che tenga conto delle circostanze specifiche degli Stati membri e salvaguardi il mercato unico”.

Di Antonella Vicini | 16 Ottobre 2026

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