
Contributo ART 2026, resta escluso l’autotrasporto. L’elenco dei soggetti tenuti al pagamento
Archivio / Italia
Come previsto dal Decreto Legge n. 104 del 10 agosto 2023, il settore dell'autotrasporto merci resta escluso dagli obblighi contributivi dovuti all’Autorità di Regolazione dei Trasporti. Tuttavia, se un’azienda opera anche in altri settori regolati dall’ART è tenuta al versamento del contributo.
Con la Determina n. 218/2025, pubblicata il 2 marzo 2026, l’ART ha fissato la misura del contributo, che è pari allo 0,45 per mille sul fatturato, che risulta dall’ultimo bilancio approvato alla data di pubblicazione della Delibera, con l’esonero dal versamento per le contribuzioni di importo pari o inferiore a 3.150 euro. Inoltre, nell’art. 1, ha esplicitato che sono tenuti al pagamento del contributo i soggetti che esercitano una o più tra le seguenti attività:
gestione delle infrastrutture di trasporto (ferroviarie, portuali, aeroportuali, autostradali e autostazioni);
gestione degli impianti di servizio ferroviario;
gestione di centri di movimentazione merci (interporti e operatori della logistica);
servizi ferroviari (anche non costituenti il pacchetto minimo di accesso alle infrastrutture ferroviarie);
operazioni e servizi portuali;
servizi di trasporto passeggeri e/o merci, nazionale, regionale e locale, connotati da oneri di servizio pubblico, con ogni modalità effettuato;
servizio taxi;
servizi di trasporto ferroviario di passeggeri e/o merci;
servizi di trasporto via mare e per vie navigabili interne di passeggeri e/o merci;
servizi di trasporto di passeggeri su strada;
servizi di trasporto aereo di passeggeri e/o merci;
servizi di agenzia/raccomandazione marittima;
servizi di spedizione, con esclusione di quelli afferenti al trasporto di merci su strada;
servizi ancillari al trasporto nonché alla logistica.
Il pagamento dovrà essere effettuato in due rate: i due terzi entro il 15 maggio 2026 e la restante parte entro il 31 ottobre 2026. Inoltre, entro il 15 maggio 2026 i soggetti che hanno fatturati superiori a 7 milioni di euro dovranno assolvere per via telematica gli obblighi di dichiarazioni all’ART dei dati anagrafici ed economici indicati nella Delibera, pena l’applicazione delle sanzioni e le maggiorazioni previste dalla legge.
Ricordiamo che il mancato o parziale pagamento del contributo entro il termine indicato comporta l’avvio della procedura di riscossione e l’applicazione degli interessi di mora nella misura legale a partire dalla data di scadenza del termine per il pagamento.
Di Lucia Angeloni | 13 Marzo 2026