
Crisi nel Golfo: in attesa del prossimo piano di aiuti Ue
Europa / Internazionale
È scattato il conto alla rovescia per il nuovo Temporary Framework, il quadro di sostegno temporaneo che la Ue ha già messo in campo in passato per consentire agli Stati membri di sostenere l'economia. Un quadro che nel caso di crisi gravi permette di derogare alle normali regole sugli aiuti di Stato.
Questa volta la misura riguarderà la guerra fra Usa e Iran e le conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz. Entro fine mese il nuovo regime dovrebbe essere attivato, ma nel frattempo la Commissione ha avviato le consultazioni con gli Stati membri, che si stanno svolgendo in questi giorni.
La prossima data chiave in questo senso sarà il Consiglio informale del 23 e 24 aprile a Cipro. Stando a quanto già anticipato dalla presidente della Commissione Ursula von der Leyen il pacchetto che sarà sottoposto ai governi punta su acquisti congiunti, misure mirate e temporanee, flessibilità sugli aiuti di Stato e una spinta su nucleare e rinnovabili.
Il dato di partenza è che dall’inizio delle ostilità nella zona del Golfo, cioè dal 28 febbraio (qui il nostro precedente articolo), la bolletta dell’Ue è aumentata di 22 miliardi.
Lo ha ribadito la stessa presidente, evidenziando anche che “la chiusura dello Stretto di Hormuz è estremamente dannosa e, anche se le ostilità cessassero subito, l’interruzione delle forniture persisterà per qualche tempo”.
Non c’è spazio però per deroghe al Patto di Stabilità: “riguardo l'attivazione della sospensione del Patto di Stabilità e Crescita, al momento, mentre vi parlo non ci sono le condizioni per fare ricorso. Ma la Commissione continuerà a coordinarsi tenendo in conto gli interessi europei: vedremo come la crisi si sviluppa", ha detto.
In questo contesto, nei vari Paesi membri, i rappresentanti delle categorie più colpite dalla crisi, fra cui l’autotrasporto in Italia, stanno manifestando le proprie difficoltà per chiedere interventi di sostegno concreti (qui il nostro articolo).
Fra i temi che la Commissione porrà all’attenzione degli Stati membri, regole più flessibili sugli aiuti di Stato, riduzione della domanda di energia e misure più strutturali per far scendere i prezzi dell'energia.
Per quanto riguarda i costi ETS, inoltre, sono state già proposte modifiche alla riserva di stabilità del mercato.
Di Antonella Vicini | 16 Aprile 2026