
Ue: l’appello delle associazioni europee dell’autotrasporto prima dell’udienza sul Brennero
Europa / Italia
Mancano pochi giorni all’udienza dibattimentale davanti alla Corte di giustizia Ue sui divieti di transito imposti dall’Austria lungo l’asse del Brennero.
Il ricorso promosso dall’Italia nel 2024 (qui il nostro articolo) contro le restrizioni austriache giunge così alle sue fasi conclusive prima del pronunciamento.
C’è, quindi, grande attesa da parte delle imprese di autotrasporto italiane e non solo.
Le associazioni europee del settore che fanno parte del Gruppo di lavoro sul transito alpino, l'organismo tecnico istituito presso la Convenzione delle Alpi, hanno pubblicato una dichiarazione congiunta, firmata anche da Anita, in cui si chiede il ritiro delle restrizioni e una risoluzione di una situazione che ormai si protrae da tempo.
Da diversi anni, lungo questo corridoio strategico per il commercio e i trasporti, sono applicate limitazioni di varia natura (divieti settoriali, notturni, nel fine settimana, sistema di dosaggio), che causano continue interruzioni al traffico transfrontaliero e alle catene di approvvigionamento lungo una delle principali rotte merci europee.
“La situazione – si legge – è inaccettabile per l’economia, in particolare per le imprese di trasporto di medie dimensioni, per gli autotrasportatori coinvolti, ma anche per i residenti della valle dell’Inn bavarese”.
Nel testo si auspica una condanna dell’Austria che porti al ritiro delle limitazioni, anche alla luce del fatto che, in passato, la Corte di giustizia si è già pronunciata due volte stabilendo che il divieto settoriale di circolazione è incompatibile con il diritto comunitario.
“Sarebbe un segnale atteso da tempo per il rafforzamento del mercato unico”, si afferma, sottolineando che “un mercato interno funzionante è di vitale importanza per la libera circolazione delle merci e per il commercio nell’Unione europea, soprattutto in un contesto globale caratterizzato da crescenti barriere agli scambi”.
La sentenza è attesa per l’autunno e definirà il futuro della viabilità lungo il corridoio, con possibili ripercussioni anche sulle politiche dei trasporti a livello europeo.
Di Antonella Vicini | 16 Aprile 2026