Caro carburante: l’allarme delle associazioni dell’autotrasporto

Caro carburante: l’allarme delle associazioni dell’autotrasporto

Internazionale / Italia

Aggiornamento del 16 aprile

Quella di domani, 17 aprile, è una giornata calda per l’autotrasporto. Dopo Unatras, anche Anita ha convocato un Consiglio generale straordinario aperto a tutte le imprese associate. L’incontro, che si terrà alle 18:00, ha come obiettivo quello di valutare nel complesso la gravità della crisi in Medio Oriente e gli effetti che ne derivano, a partire dall’aumento del prezzo dei carburanti.

Nella riunione “saranno anche forniti aggiornamenti rispetto alle misure finora emanate dal Governo e ai correttivi formulati da Anita, nonché alla proposta di un nuovo Temporary Framework europeo”.

Aggiornamento del 13 aprile

Situazione sempre più tesa nel settore dell’autotrasporto a causa del caro carburanti.

Dopo le assemblee che si sono svolte nel fine settimana in oltre cento piazze italiane, promosse da Unatras, l’orientamento della categoria appare ormai chiaro: se non arriveranno risposte concrete, il blocco dei servizi di trasporto su strada è una prospettiva sempre più concreta.

Dalle riunioni territoriali – sottolinea Unatras in una nota - è emersa infatti una richiesta univoca che attraversa l’intero comparto, dalle imprese strutturate a quelle di medie e piccole dimensioni: sospendere i servizi per richiamare l’attenzione su una situazione definita ormai insostenibile. Tra i fattori ritenuti “dirompenti” dalle imprese ci sarebbe l’atteggiamento della committenza, che avrebbe imposto riduzioni dei corrispettivi fino a 40 centesimi al litro, aggravando ulteriormente i margini già ridotti degli operatori, e la mancanza di attenzione da parte del Governo che, secondo quanto dichiarato dal ministro Urso, avrebbe “già assunto decisioni a favore del settore”.

La data chiave sarà venerdì 17 aprile quando il Comitato esecutivo nazionale di Unatras sarà chiamato a esprimersi formalmente sul fermo dei servizi e, in caso di decisione favorevole, ad avviare le procedure previste per il blocco del trasporto su strada.

11 aprile

A preoccupare le imprese è anche il tema della riduzione delle accise sul gasolio che potrebbe avere effetti negativi per l’autotrasporto. Come sottolineato da Anita nel corso di un’audizione al Senato, la riduzione delle accise prevista dai recenti interventi, pur determinando un contenimento del prezzo alla pompa, comporta al tempo stesso una diminuzione della base di calcolo dei rimborsi riconosciuti alle imprese di autotrasporto, con un conseguente ridimensionamento del beneficio complessivo.

Per questo Anita sottolinea la necessità di attivare misure straordinarie, tra cui l’introduzione di una misura specifica che consenta di garantire il mantenimento del livello dei benefici riconosciuti dall’art. 24-ter del DL 26 ottobre 1995, n. 504, per il primo trimestre dell’anno in corso. L’associazione propone quindi il riconoscimento, in favore delle imprese di autotrasporto aventi sede legale o stabile organizzazione in Italia, di un credito d’imposta parametrato ai consumi di gasolio commerciale, nella misura di 200 euro per mille litri, così da compensare gli effetti derivanti dalla riduzione del rimborso accise.

Tra le altre proposte avanzate anche quella di differire il termine per il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali nonché delle imposte, attualmente fissato al 17 maggio 2026, al 20 agosto 2026. Una misura che contribuirebbe a rafforzare la liquidità delle imprese nel breve periodo.

9 aprile

Nel pieno di una gravissima crisi internazionale che sta provocando anche una grave crisi energetica (qui uno dei nostri articoli), il mondo dell’autotrasporto merci è in tensione.

Nonostante le misure prese dal Governo per tamponare l’emergenza (qui il nostro articolo), le associazioni di categoria del settore sottolineano le crescenti difficoltà di un comparto alle prese oramai da parecchie settimane con costi elevatissimi per il gasolio. Il coordinamento Unatras, in una nota, ha denunciato che con prezzi stabilmente oltre i 2 euro “il settore dell’autotrasporto è ormai al collasso”.
Il costo del gasolio oltre i 2,04 euro al litro sulla rete ordinaria, con punte superiori in autostrada, produce infatti un aggravio stimato in 9.000 euro annui di extracosti per ogni veicolo pesante.
L’Unione Nazionale Associazioni Autotrasporto Merci ha convocato pertanto per il prossimo 17 aprile il Comitato Esecutivo per assumere le decisioni sulle azioni di autotutela della categoria, fra cui c’è anche l’attuazione di un fermo nazionale.
“Le imprese stanno lavorando in perdita e non sono più in grado di assorbire ulteriori rincari – sottolinea Unatras – È inaccettabile che, a fronte di una crisi così grave, non siano state recepite le nostre proposte di modifica al decreto-legge n. 33/2026 richieste dal settore per garantire misure efficaci e immediate”. “Considerato – prosegue la nota – che la proroga del taglio lineare delle accise di 20 centesimi al litro è già stata assorbita dal continuo aumento del prezzo industriale, è indispensabile attuare provvedimenti immediati che consentano di mantenere gli strumenti di compensazione e ristoro per gli operatori del trasporto professionale, che hanno investito in sicurezza e tutela ambientale”.

Fra le proposte c’è la necessità urgente di emanazione del decreto attuativo del credito d'imposta di 100 milioni; di ristori per il mantenimento degli strumenti di compensazione; di interventi a sostegno della liquidità delle imprese.
Proposte per affrontare questo momento di crisi sono state avanzate anche da Assotir, nel corso di una conferenza stampa.
Fissare per legge quanto incida il costo del gasolio sulla tariffa di trasporto e adeguare settimanalmente la percentuale; finanziare in maniera congrua il credito di imposta per i trasportatori nel trimestre marzo-maggio 2026; istituire un Tavolo di confronto con i committenti per richiamarli al senso di responsabilità; promuovere un’iniziativa unitaria per riportare il ruolo dell’autotrasporto al centro dell’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica: sono le istanze presentate, con l’idea che possano essere inserite nel Dl Carburanti al momento all’esame del Senato.

Assotir ha denunciato che dall’inizio del conflitto nel Golfo, il gasolio ha fatto registrare aumenti fino a 50 centesimi al litro; una cifra che sarebbe arrivata a 70 se non fosse intervenuto il dl Carburanti dello scorso marzo, prorogato fino al 1° maggio. Alla speculazione in atto sul gasolio, sottolinea l’associazione, si aggiunge poi quella sui prezzi dei prodotti di consumo, con la falsa motivazione dell’aumento del costo del trasporto; falsa dal momento che i vettori – seppur schiacciati dagli aumenti – non ne hanno scaricato il peso sulle tariffe di trasporto e quindi sui committenti.

Più dura la reazione di Trasportounito che nei giorni scorsi ha proclamato il fermo nazionale dal 20 al 25 aprile, nonostante le controindicazioni espresse dalla Commissione di Garanzia Scioperi (qui il nostro precedente articolo)".

Di Lucia Angeloni | 16 Aprile 2026

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