Dpcm automotive, in arrivo gli incentivi per i veicoli commerciali: 180 milioni di euro per il periodo 2026-2030

Dpcm automotive, in arrivo gli incentivi per i veicoli commerciali: 180 milioni di euro per il periodo 2026-2030

Italia

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha pubblicato il testo del DPCM automotive, il provvedimento che delinea il piano e modula le risorse per sostenere il settore automobilistico nel periodo compreso tra il 2026 e il 2030. A fine giugno è arrivata l’approvazione della Corte dei Conti: sul piatto una dotazione complessiva che sfiora gli 1,34 miliardi di euro. Previsti incentivi anche per l’acquisto di veicoli commerciali nuovi a basse emissioni inquinanti: per la categoria, la dotazione complessiva ammonta a 180 milioni di euro, valida a decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto fino al 31 marzo 2030. 

Guardando all’intero pacchetto, l’obiettivo della misura non risiede solo nel rinnovo del parco circolante, ma punta verso il rafforzamento tecnologico dell’intera filiera automotive, incentivando la ricerca e lo sviluppo di soluzioni per una mobilità che dovrà essere sempre più interconnessa, sicura e a basso impatto ambientale. In questo contesto, come evidenzia il MIMIT, il sostegno accompagnerà le imprese in una prospettiva pluriennale, destinando quasi il 70% delle risorse a strumenti di incentivazione dell’offerta, tra cui gli Accordi per l’innovazione e i Mini-contratti di sviluppo.

Sul piano della sostenibilità, parte delle risorse è destinata anche al trasporto merci, con uno stanziamento dedicato ai veicoli commerciali. Per questo specifico intervento si parla, nello specifico, di una dotazione complessiva di 180 milioni di euro, ripartita in 40 milioni di euro recuperati dai residui dell'annualità 2025, seguiti da uno stanziamento di ulteriori 40 milioni per ciascuna annualità del triennio 2027-2029, per poi concludere con 20 milioni destinati al 2030. In merito, si evidenzia un importante vincolo di sostenibilità: il 40% delle risorse annue è infatti blindato per l'acquisto esclusivo di mezzi alimentati a batteria (Bev) o a idrogeno (Fcev).

Possono beneficiare di tali contributi le piccole e medie imprese impegnate nel trasporto di merci, sia per esigenze proprie sia per conto di terzi, che acquistano, anche in locazione finanziaria, e immatricolano in Italia veicoli commerciali di categoria N1 e N2 nuovi. 

Passando all'analisi del contributo, il suo valore sarà calibrato in base in base alla massa massima ammissibile a pieno carico e all’alimentazione del veicolo.

Entrando più nello specifico, per i veicoli elettrici (Bev e Fcev) nella categoria fino a 1,49 Ton l'incentivo è di 2 mila euro, che sale a 4 mila con rottamazione di un veicolo della stessa categoria fino a Euro 4. Tra 1,50 e 2,39 Ton, invece, sale rispettivamente a 4.500 e 8 mila euro; tra 2,40 e 3,49 Ton a 10 mila e 14 mila euro; tra 3,50 e 4,24 Ton a 14 mila e 18 mila euro; tra 4,25 e 7,2 Ton a 16 mila e 20 mila euro. 

Per chi invece opterà per motorizzazioni più tradizionali, l'erogazione del contributo sarà correlata in maniera esclusiva alla rottamazione di un vecchio veicolo di classe Euro 4 o inferiore. Il suo valore varia dai 2 mila ai 10 mila euro a seconda della massa massima del veicolo. Nel dettaglio, è riconosciuto un contributo di 2 mila euro per massa fino a 1,49 Ton; 3 mila euro per massa tra 1,50 e 2,39 Ton; 4.500 euro per massa tra 2,40 e 3,49 Ton; 8 mila per massa tra 3,50 e 4,24 Ton. 

Esistono precise condizioni per l'accesso e il mantenimento dell'incentivo: il veicolo acquistato deve rimanere di proprietà del beneficiario per almeno 2 anni. Si evidenzia inoltre, che il meccanismo è esteso anche alle società di noleggio, a patto che il contratto stipulato con la PMI abbia una durata non inferiore a tre anni. Per quanto riguarda la rottamazione, invece, il mezzo destinato alla demolizione deve risultare intestato al beneficiario da almeno 12 mesi.

Si ricorda, inoltre, che per la piena operatività del provvedimento bisognerà attendere ancora alcuni adempimenti formali, come la pubblicazione dell’avviso di adozione sulla Gazzetta Ufficiale, i decreti attuativi e l’aggiornamento delle infrastrutture digitali, come il portale gestito da Invitalia e la piattaforma Incentivi.gov.it, per la presentazione e la gestione delle domande. 

Di Carolina D’Elia | 01 Luglio 2026

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